Archive for the 'sweet home' Category

good morning nice hill

febbraio 22nd, 2009

castello d'albertis, genova

adoro alzarmi di buon’ora, specialmente la domenica, mentre gli altri sono ancora nel mondo dei pentolini.
mi piace fare tutto con calma, aprire le persiane sulla creuza ancora addormentata, apparecchiare la tavola e fare i pancake e persino la spremuta vera, con le arance. mi piace indossare la fida vestaglia di pile e uscire in giardino [insomma, quella specie di giardino]. coccolare un po’ soli, che, poverino, da quando è subentrata o. è diventato invisibile. e poi mi piace accoccolarmi sullo sgabello davanti alla finestra e leggere un po’ con la tazzina del caffè bollente che mi scalda la mano. o fare un giro sui miei blog preferiti, che ormai, da quando c’è lei, non ho più tempo. stamattina ho persino letto l’oroscopo di rob.
sono felice, qui e ora :-)

norwegian wood

ottobre 30th, 2008

oggi è un giorno di vento fortissimo, si sente uno scricchiolio strano in casa e il secco dice che è il palazzo che oscilla. ci vuole una musica cullante, perché caterina e il gatto si agitano.
erlend oye e eirik glambek boe sembrano due nerd :) sono nati a bergen nel ’75 e si sono conosciuti a undici anni durante la finale scolastica di una gara di geografia [vinta da erlend che ha disegnato un planisfero in cinque minuti]. poi hanno sempre suonato insieme. li ascolto da diversi anni e una volta sono passati di qua e avevo visto il concerto. pochi intimi proprio sotto al palco, a un certo punto hanno spento gli amplificatori e hanno cantato così, seduti sul bordo.
indelebile

I love gardening

ottobre 26th, 2008

un sole così, 20 gradi – ma avrei giurato che ce ne fossero almeno due o tre di più – una giornata tersa, l’amico geco mangiazanzare, l’amico soli dentro casa a ronfare e quattro persone [e mezza] che si affaccendano in giardino a tagliar rami secchi, potare punte un po’ troppo cresciute, rinvasare piccole piante, ripulire angoli, spolverare vasi di coccio, spuntare fiori vecchiotti, concimare piante nuove e interrare semi di avocado e rametti che ormai avevano messo radice in vecchi bicchieri da birra.
ho pensato che è così che si costruisce una famiglia, più che con dei contratti. con legami di terra, di nespole secche che cadono dall’albero, di nugoli di moscerini sotto una polvere appiccicaticcia che ricopre qualsiasi cosa, quando la luce che filtra di nuovo tra i rami recisi regala l’ultima carezza di sole.

olé, rivalutiamo la casalinga

ottobre 6th, 2008

da qualche parte ho letto che sul foglio di sabato [che non linko, perché l'archivio si può leggere solo se si è abbonati: così imparano ad avere le braccine corte] si parlava di un cambiamento di rotta: in america e in europa la casalinga è oggetto di una rivalutazione. una serie di sondaggi negli usa ha sancito la maggior soddisfazione delle lavoratrici in famiglia rispetto a quelle fuori di casa e pare che anche in italia un’inchiesta condotta qualche anno fa dal future concept lab per procter & gamble abbia registrato lo stesso trend: se nel 1997 la maggior parte delle casalinghe nazionali si sentiva sfiduciata, meno di tre anni fa otto su dieci si dicevano felici.
oggi ho fatto il bucato, sono andata al mercato della frutta di buon mattino e ho messo in funzione la nuovissima vaporiera, accompagnata da un vecchio disco di van morrison. ho trovato anche il tempo per un ottimo caffè, due chiacchiere col macellaio e una scorsa ai giornali e alla mail.
e chi sta meglio di me? ;) quando poi una è in crisi può fare formazione online

la sindrome del nido

settembre 22nd, 2008

ecco, ci sono caduta anche io e sono consapevole che questo è soltanto l’inizio. già sono molto meno erode di prima e guardo alcuni bambini con una certa simpatia. per la prima volta sono emersa da una serata con amici e bambini piccoli senza sentirmi completamente negata, anzi, con un senso di solidarietà mammesca di cui non mi sospettavo capace.
e poi, ecco, sento la viscerale necessità di vuotare il magazzino che sarà la stanza di o., pulirlo a fondo e prepararlo per la futura inquilina. ieri sono riuscita magicamente a togliere una cassapanca e a posizionarla nello studio e a costringere il secco a passare in rassegna uno scatolone di vecchi cd che stazionava lì da due anni. adesso non resta che togliere un altro mobile, far sparire un tappeto, un futon, un videoregistratore, una chitarra e un altro po’ di ammenicoli.
poi si passa alla scelta delle tendine, all’accattonaggio di un lettino e all’acquisto di un armadio [tipo monsters], dato che la piccola o. ha già più vestiti di tutto il resto della famiglia messo insieme :-)

fare pulizia

settembre 9th, 2008

pile di giornali, cataste di riviste, ritagli, libri, cd, foto, bigliettini sparsi ovunque.
il campanello d’allarme suona quando uno cerca di mettersi a lavorare e si accorge di non riuscirci più, sopraffatto da tonnellate di carta che grida vendetta. in quei casi fino a che non si affronta il caos indifferenziato di roba da smistare, buttare, archiviare non si riesce più a concretizzare niente. succede all’improvviso e l’imperativo categorico diventa fare spazio e pulizia, seguendo l’istinto di sopravvivenza, altrimenti si blocca l’energia.
così si va a prendere il sacchetto più grande che si trova in circolazione e si inizia a riempire per poi darlo in pasto alla campana della carta.
se nel resto delle stanze il gesto è più automatico e [quasi] quotidiano, nello studio chissà perché si accumulano scartoffie a tempo di record e fare piazza pulita diventa difficilissimo: richiede determinatezza, concentrazione e anche forza d’animo. dicono che il bisogno di fare ordine che assale prepotentemente è diffuso e funzionale alla leggerezza mentale.
così ieri ho buttato via le agende degli ultimi otto anni e almeno sei rubriche del telefono, soppiantate dal buon vecchio nokia N70. poi ho riunito in un’unica scatola diari e lettere di ex fidanzati e ho fatto una zainata di libri che non mi interessano o che ho trovato brutti, nella speranza di riuscire a sbolognarli a qualche piccola biblioteca, altrimenti dovrò buttare anche quelli nella rumenta. lo so, lo so che la maggior parte della gente considera eretico buttare via un libro. invece si può fare, anzi, a volte si deve. a proposito: a qualcuno interessa mica la ballata delle prugne secche di pulsatilla? :-)

nius

giugno 7th, 2008

presto saremo in 4: il secco, io, il gatto e o.
ha già detto tutto lui e presto saremo tutti come lei, gatto compreso.
nel frattempo il giardino ha preso una sembianza passabile, ma ancora sono in cerca di un rampicante idrovoro che asciughi il muro acquoso e medito se mettere il canniccio intorno alla ringhiera per non essere alla mercé di tutti quelli che percorrono la crosa e stravaccarmi sotto l’ombrellone impunemente…
c’è anche stata una festicciola, anche se non c’erano tutti quelli che avrei voluto, ma bisseremo.
i preparativi per il matrimonio procedono, anche se non mi si chiude più il vestito e la sarta ieri ha brontolato. ma per una dannata volta la colpa non è solo mia ;-)
e poi è nato tommi, il mio primo nipote di sangue :-)
ci sarebbe anche un’altra grossa novità, ma è meglio aspettare…
intanto, come giorgio, non vedo l’ora di sentire il clac della cintura mentre ci dirigiamo a copenhagen.

-21!

a.a.a. geco cercasi

maggio 28th, 2008

offresi a famiglia numerosa di gechi comoda bomboniera plurifamiliare in muraglione di cemento e solarium indisturbato su mensole di ardesia. offresi lauto vitto a base di maledette zanzare, in particolare tigre [ancora più appetitose]. la magione è completata da soggiorno living attrezzato con ampio albero di nespole e svariate piante e fiori. splendida la zona bagnetto con caldaia vaillant [fare attenzione a non annegare]. vero affare irresistibile: parco giochi con girandola e gatto pezzato cieco.

astenersi perditempo e inappetenti.
contattare estrellita o tambu.

gardening

maggio 19th, 2008

dicono che fare giardinaggio faccia bene, soprattutto allo spirito, e ora capisco perché.
a parte alzarsi alle cinque per andare al mercato dei fiori - che comunque è un’esperienza esilarante, specie con lei - e camallarsi a casa sei vasi di gardenie, quattro di bouganvillee, una rosa rampicante e sei vasetti di begonie nane + quattro sacchi da 50 litri di terriccio universale da castorama – passare un pomeriggio a trapiantare piante, cambiare terra ed estirpare erbacce ti spezza la schiena, tanto che, alla sera, assapori quell’antica stanchezza contadina degli avi che ti fa dormire un sonno senza fasi rem.

però poi si vede :-)

vizi di famiglia

aprile 26th, 2008

mentre ero dalla finestra che parlavo al cellulare [si, perché qui i cellulari non prendono, i muri dell'ottocento sono spessissimi] dal piano di sopra qualcuno della simpatica famiglia padresinglecon duefiglidolescentidicuiunofuoriditesta ha pensato bene di scrollarmi sulla testa niente meno che una valigia, vuota di oggetti, per fortuna, ma piena di coriandoli di rumente varie.
ho protestato, ma niente.
allora, furiosa, mi sono fatta la doccia, mi sono infilata la tuta e sono andata a scampanellare. stavo per tuonare, quando mi ha aperto il figlio, maniaco degli sputi, dicendo con aria angelica che il padre non c’era.
però alle sue spalle si è materializzata una donnina minuta, sull’ottantina. uguale a mia nonna, però in versione tristissima, sciupata, provata dalla vita e col cuore infranto e mi ha detto “ha bisogno di qualcosa, signorina?” e io ho raccolto tutta la cattiveria che avevo in corpo, ma sono solo riuscita a bisbigliare gentilmente”è che mi ha appena scrollato una cosa sulla testa… sa io abito al piano di sotto, se potesse, per favore, non scrollare dalla finestra, ecco. perchè è già capitato. le sarei molto grata“.
e lei “ah, ha fatto bene a dirmelo, allora scrollo solo dalla finestra della cucina
io “ah, va bene, allora facciamo così. solo dalla cucina. grazie”
coi vecchietti non ce la faccio, è più forte di me ,_,

[colonna sonora: psycho killer, talking heads]

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