estrellita novembre 18th, 2009
se è vero che l’intelligenza è capacità di adattamento, allora io sono una gloriosa idiota.
ma voglio elaborare una nuova teoria e dico che la resistenza corporea a certi adattamenti è intelligenza.
è quasi impossibile, per esempio, abituarsi alla bruttezza del lungo bisagno. eppure non è un rigagnolo qualsiasi, è un fiume che, quando piove, si fa sentire eccome. e allora quando riempie quel letto trasandato e travolge tutto senza pietà mostra anche la sua bellezza. perché i genovesi non gli hanno dato un lungo argine decoroso? perché non ci sono alberi, ad esempio, e lampioni e passeggiate romantiche ad accompagnare lateralmente, dall’alto, il suo corso. perché i romani, i parigini i fiorentini lo fanno e noi no? io voglio fare una proposta di legge per restituire la dignità ai corsi dei fiumi.
perché le persone possano passeggiare, correre, suicidarsi in luoghi decorosi.
estrellita agosto 20th, 2009
estrellita luglio 16th, 2009
normalmente io non ho paura del dentista, ma oggi, mentre ero lì che mi facevo ricostruire un molare, mi è successa una cosa da incubo splatter.
avevo un dentista eccellente, ma carissimo. per una devitalizzazione + corona mi aveva fatto un preventivo che superava i duemila euro, così avevo deciso di cambiare e andare da uno convenzionato con la casagit [per chi ha un contratto giornalistico c'è una sorta di assicurazione sanitaria che copre una parte di spese mediche]. lo stesso lavoro, da un altro ottimo professionista, è costato decisamente meno.
l’unica differenza è che, mentre era nel bel mezzo dell’opera dentro alle mie fauci, gli è un attimo scivolato di mano il trapano O_o
ho perso sei mesi di vita, già pensavo agli schizzi di sangue ovunque, ma devo dire che per fortuna ha padroneggiato la situazione evitando di farmi diventare la gemella di marylin manson.
peggio per me, direte voi. ma la scelta era tra salvare un dente o fare le vacanze e allora ho cambiato dentista per salvare entrambi.
la morale [che nella mia vita torna con una certa insistenza] è: chi lascia la via vecchia per la nuova, sa ciò che perde ma non sa ciò che trova.
estrellita giugno 28th, 2009
stamattina di buon’ora, mentre ero in giardino a stendere il bucato, ho assistito a un’animata discussione tra una vecchia signora che portava il cane a spasso e una coppia sulla cinquantina. purtroppo ho perso la scintilla scatenante, ma ho fatto in tempo a sentire paroloni altisonanti, tipo rispetto-diversità-diritti, e poi la vecchina che urlava “voi stuprate i bambini” e loro di rimando “i preti stuprano i bambini”. non ci voleva un mago per capire che si stava parlando del gay pride di ieri. non so se mi rattrista di più l’irriducibile dualismo che permea questo paese, o il fatto che la gente non si premuri mai di verificare ciò che pensa [e dice].
quanto al dualismo, è un’abitudine che inizia con le elementari, quando ti forgiano a colpi di domande imbecilli, tipo: preferisci italiano o matematica? pasta corta o pasta lunga? inizia quando sei piccolo e va avanti tutta la vita e bisogna fare una fatica bestia per imparare quanto sia importante il contesto e imparare ad affermarlo. vuoi mettere le penne col sugo di salmone? invece con le vongole sono essenziali gli spaghetti. poi ognuno può fare gli abbinamenti che vuole, inclusi quelli sessuali, a patto che la sua libertà di espressione non interferisca con quella degli altri. direi che questo è quello che mi è piaciuto del gay pride: c’erano i costumi esagerati, c’erano le provocazioni, i cartelli contro ratzie, ma c’era anche molto, molto di più. per esempio una marea di famiglie “come definite dalla costituzione”, un sacco di bambini e un sacco di anziani. e c’era una cosa che mi ha commosso: il trenino delle famiglie arcobaleno e poi un carro con l’associazione dei genitori di gay. allora ho capito veramente perché “pride”: per tutte queste persone, costrette quotidianamente a confrontarsi con i pregiudizi, con gli sguardi, con le frasi che feriscono, stare su un carro e ballare di fronte a una città che ti accompagna è un piccolo, infinitesimale, riscatto. alzare la testa tutti insieme, passando sotto a persiane semiaperte, passando davanti a bambini e a vecchietti è sfiorare con le dita un futuro che potrà essere diverso. il gay pride è riuscito persino a stanare i vecchi farmacisti di via balbi, quelli che fanno obiezione di coscienza e non vendono le siringhe ai tossici [c'è il cartello perpetuo che le siringhe sono terminate]. ci ho persino incontrato la nonna di una mia amica, che sorrideva in mezzo ai coriandoli. per il resto il nostro è stato un assaggio, un’apparizione fugace, proprio dove partiva il corteo. il secco, armato di canon, caterina, vestita di fragole, io e il passeggino, che non ha reso semplice l’impresa di sfilare e poi, di tornare a casa. abbiamo visto i carri, abbiamo visto i costumi, abbiamo letto cartelli e striscioni: ora la curiosità scientifica può dormire sonni tranquilli. naturalmente non ho visto l’osceno e lo scandaloso che il solito teatrino della politica si affanna a denunciare con frasi fatte che più fatte di così si muore, ma questo già lo sapevo. come sempre è bene andare a constatare di persona.
estrellita giugno 4th, 2009
questo bellissimo post di blimunda mi ha fatto riflettere.
gira che ti rigira sto sempre a criticare mia madre e a dire che ha un brutto carattere, però poi ho fatto fatica a trovare qualcosa che non sopportavo quando ero piccola e che non farei mai coi miei figli. mi è venuta in mente una cosa marginale e tutto sommato non ho niente da rimproverarle sulla mia infanzia. anzi, direi che ha fatto bene il suo mestiere, anche se era molto giovane e anche se ha attraversato molte difficoltà.
colgo l’occasione e la ringrazio pubblicamente per avermi impedito di andare in giro vestita come madonna in cercasi susan disperatamente quando avevo dodici anni. e anche per avermi insegnato a non stare nel gregge. e anche per i libri che mi comprava e che leggevamo insieme, ne cito uno che è stato fondamentale: storia di panini.
estrellita maggio 5th, 2009
per la miseria, non fosse che non sono proprio un drago – salutisticamente parlando – , oggi ci vorrebbe una bella ciucca di quelle storiche. magari di caffè borghetti, o di caffè shakerato.
oggi è uno di quei giorni in cui ti appendi alle pagine della storia e le volti. in cui imprimi una direzione nuova alla tua vita.
come quella volta che mi sono licenziata. o quell’altra volta del cerchietto rosso
estrellita aprile 6th, 2009
il pensiero che mi trovo a fare più spesso ultimamente è che la gente è fuori come un poggiolo. lo faccio talmente spesso che la possibilità del paradosso mi ossessiona: e se fossi io ad essere così fuori di testa da non accorgermi che sono tutti normali tranne me?
per fortuna esistono delle prove oggettive che mi sbaglio.
estrellita marzo 6th, 2009
lo confesso, mi sento un po’ persa. per fare la mamma ho dovuto rinunciare ad alcune cose che facevo prima e che riempivano la mia vita e adesso i pochi ritagli di tempo libero che ho non so quasi come impiegarli. sono fuori dal mondo da troppo tempo e, a parte mettere a posto e quelle robe lì, non so cosa fare. il tempo è talmente poco che ho quasi l’ansia all’idea di destinarlo a una cosa specifica, perché dovrebbe essere proprio specialissima. tipo leggere un libro veramente intenso, guardare un film davvero bello, fare un lungo bagno caldo, cucinare qualcosa di perfetto. ma non sono cose che si fanno in cinque minuti, quindi è meglio leggere un volantino del supermercato, o svolazzare qua e là per i blog o fb, aprire la posta o imbottire una piadina.
insomma, una noia pazzesca. quasi quasi sono felice di tornare a lavorare lunedì, almeno leggo i giornali ;-)
estrellita febbraio 24th, 2009
non sono una donna di polso, decisamente.
a parte la doppia tendinite con tunnel carpale, che sembra il nome di un tuffo, il fatto è che non sono il tipo che sa farsi rispettare da tutti. sarà che sembro sempre più ingenua di quello che sono, sarà che ho forse troppo rispetto per le persone, anche di quelle “piccole”, sarà che il muso duro non fa per me e che mi bastano gli spigoli degli altri. o sarà che a volte non lo so neanche io cosa voglio e lascio che i desideri degli altri diventino i miei.
sarà…
estrellita gennaio 28th, 2009
come al solito il bisogno di dare definizioni e di etichettare fa un po’ perdere di vista il fatto che stiamo parlando sempre dello stesso mestiere: il buon vecchio redattore. però il search engine copywriting, questa faccia della scrittura professionale, è mooolto interessante :-)
[* un omaggio ai gattofili]