Archive for the 'politically' Category

domani nella battaglia pensa a me

gennaio 31st, 2012

fa un po’ ridere, domani, tornare in quella saletta e rivedere le stesse teste, magari un po’ brizzolate.
a ripensarci questa cosa è veramente ridicola, per non dire grottesca.
ma io mi aggrappo alle parabole e a un curriculum che fa la sua porca figura. certo, qualche lacuna ce l’ho anche io, ma questo è il 2012, ragazzi: è l’anno in cui si chiudono le porte e ci si prepara a diventare grandi.

la road map è tostissima, ma ce la farò.

alla faccia di chi s’incazza e s’indigna, di chi trama sotto e invidia, di chi rema contro e agita gli stracci, di chi sbava e di chi sputa.

se non ora, quando?

febbraio 13th, 2011

genova, 13 febbraio. piazza caricamento, tra coperchi di pentole che sbattono e fischietti. il simbolo di oggi, per me, è, una bambina piccola coi codini, completamente vestita di rosa, che dorme pesante sul suo passeggino, e stringe in mano una macchinina rossa. sembra uscita dai sogni della giannini bellotti, quando più di trent’anni fa scriveva dalla parte delle bambine.
cerco di dare una forma ai miei pensieri sulle donne e in questi anni ho letto, ho parlato con tante donne e ho cercato di capire, ma ho sempre preso le distanze da certi stereotipi. quelli berlusconiani, ma anche quelli vetero femministi, perché ripescare dai bauli degli anni settanta slogan e ideali mi sembra anacronistico e grottesco.
oggi volevo essere in piazza per difendere il diritto delle donne, ma soprattutto delle bambine, di essere se stesse. di giocare con le macchinine e di correre dietro a un pallone, se ne hanno voglia. ma il diritto di essere liberi appartiene a tutti gli individui, perciò non mi piace parlare di “femminismo”, perché dalla cronaca di questi tempi gli uomini escono anche peggio delle donne. sono contenta perché oggi in piazza c’erano famiglie e persone anziane, uomini e donne e bambini e gente che chiedeva permesso, prima di passare. cose mai viste. questo mi ha stupito, la compostezza di una folla che per genova non era affatto piccola (primocanale.it parla di cinquemila persone, poi si corregge e con le stime degli organizzatori diventano trentamila, genova24.it di diecimila, in questo momento). vedere signore in paltò mi sembra davvero il segno tangibile che la gente ha le scatole piene non solo di certa cronaca, ma anche di essere etichettata, omologata, gestita. il segno che, per quanto minacciata, macchiata e logora, la democrazia ce l’abbiamo ancora.

eroine snob un cazzo, vorrei aggiungere.

100%

gennaio 7th, 2010

capita, ogni tanto, di leggere un articolo e ritrovarcisi completamente. a me è successo oggi con un pezzo di luca ricolfi sulla stampa:
“come cittadino sono abbastanza stanco, e persino irritato, di ascoltare continuamente inviti ad «abbassare i toni». più che abbassare i toni, alziamo la qualità dei candidati, e non ci sarà più bisogno di abbassare alcunché.”

confessioni di un’astensionista

giugno 8th, 2009

ragazzi, non ho votato. sono in quel 6% che a genova ha disertato l’urna. sono tra gli eterni indecisi, gli eterni in ritardo, gli sdegnati, quelli che sognano un’invasione scandinava, quelli che travaglio subito mi era piaciuto, ma ora no. quelli che beppe grillo non lo sopportano, perché oggettivamente è un uomo ridicolo. quelli che per anni hanno votato una cosa però poi, lavorando in un ente pubblico, hanno deciso che non è più praticabile. quelli che leggono i giornali per lavoro, ma salterebbero volentieri le pagine di politica locale. quelli che hanno capito che l’indipendenza costa cara e che hanno un contratto appeso a un filo. quelli che se mi schiero mi paro il culo, ma non lo faccio, contro ogni logica. quelli che è meglio tenere ben distinte le idee politiche dal lavoro, visto che mi occupo di informazione. quelli che di politica non capiscono niente, ma forse è una cosa sana. quelli pigri e distratti. quelli che da anni si turano il naso mentre fanno la x.
insomma, non ho votato e mi vergogno, se penso a mio nonno sulla montagna con i partigiani.
non trovavo la tessera, era tardi, la caterina doveva mangiare e le percentuali di astensionismo mi hanno fornito un alibi per non dire la verità: sono qualunquista e la politica mi dà nausea.

abuso di caffè

aprile 20th, 2009

Coffee, Coffee muß ich haben. senza non posso vivere. dipendo dalla magica bevanda già da svariati lustri, ma da oggi, forse, ho un motivo in più. qualche giorno fa rimuginavo sul fatto che non ho grandi progetti da rincorrere, a parte fare la mamma a un livello passabile. invece ci ho ripensato e ho un paio di cose da riesumare, tipo una laurea e un esame di stato. a queste si aggiunge una proposta indecente buttata lì per scherzo: fare politica. credevo fosse una battuta, invece era un calesse. o una carrozza, va’. e perché no?
ho sempre pensato che fare informazione e fare politica fossero strade alternative, ma quasi quasi ci ripenso…
infondo io non faccio informazione: faccio comunicazione, che è diverso. non faccio la giornalista, ma l’addetta stampa, che è un’altra cosa.
e tutta la mia sbandierata indipendenza è servita solo a chiudermio in un ufficio polveroso, mentre a fare conferenze stampa e servizi ci mandano solo la gente targata.
alla mia veneranda età è tempo di farsi crescere un po’ di pelo sullo stomaco.
Coffee, Coffee muß ich haben.

contraddizioni?

gennaio 21st, 2009

girare il risotto champagne & gamberetti mentre si legge cerca di leggere lotta comunista…

j’adore…

agosto 13th, 2008

… monsieur brunetta, giacché sparando a zero sugli statali senza fare troppi distinguo ha tolto anche a quelli con la coda di paglia l’ultimo residuo di amor proprio, quel filino di dignità che li faceva sbattere almeno un po’ per salvare le apparenze e non sembrare il solito paraculo fancazzista.
ecco, è arrivato lui con le sue dichiarazioni e adesso tutti sappiamo a chi volgere taumaturgicamente la rabbia e il senso di frustrazione e ci siamo liberati dall’ingombrante senso di colpa per il posto fisso nella pubblica amministrazione e ci sentiamo persino autorizzati ad aderire allo schema-tipo dell’impiegato che non ha voglia di fare un tubo.
son soddisfazioni.

er mejo

maggio 8th, 2008

miglior titolo di stamattina: “il nano è tratto”, il manifesto.
[il manifesto deve continuare a vivere. bisogna comprarlo: i titoli sono uno spettacolo].
miglior quadretto dei ministri: la stampa a pagina 6 [grande gramellini]
miglior citazione
: “assomiglia a una di quelle cose che scappano quando alzi una pietra” luttazzi a proposito del neo ministro elio vito :-)

de abstinentia

marzo 29th, 2008

dopo questo post – che per fortuna nell’ultima considerazione mi ha fatto piangere dalle risate – quasi quasi mi astengo…

domande esistenziali

marzo 28th, 2008

io sto in un posto che non avrei mai pensato. però mio nonno era socialista, e forse questo spiega in parte la faccenda.
e voi, ando state?

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