Archive for the 'nero seppia' Category

de abstinentia

marzo 29th, 2008

dopo questo post – che per fortuna nell’ultima considerazione mi ha fatto piangere dalle risate – quasi quasi mi astengo…

dieta

febbraio 11th, 2008

c’è chi nega e chi mette i manifesti.
quando sono a dieta io appartengo alla seconda categoria. un po’ per egocentrismo, un po’ per convinzione metodologica, perché credo che dire a tutti che sei a dieta aiuti:

  • a ricevere incoraggiamenti
  • a non sgarrare
  • a dribblare inviti a cena senza offendere nessuno
  • a giustificare eventuali crisi di nervi

ecco questo è il primo giorno di una dieta ferrea da 1300 calorie, con tanto di dietologo, visite di controllo, bilancia per me e bilancia per i cibi, preparazioni galeniche, palestra.

questi pazzi pazzi uteri

dicembre 12th, 2007

capo - no, noooo, no. non ci siamo. ma che schifo questa foto, tutto cemento, per un articolo sui parchi? ma non ce l’abbiamo un po’ di verde, un pino, un cazzo di albero?
estrellita – ieri c’era un albero, me lo hai fatto togliere e mi hai detto di metterci una colata di cemento.

prendi questo dialogo e moltiplicalo per tutta una giornata di nove ore, per una settimana di cinque giorni + sabato e domenica di bormardamenti via sms e mail.
ecco, se non fosse che il mio capo è un uomo, parafrasando imbarcoimmediato, direi che siamo governati anche qui da un utero impazzito.

nanìn

novembre 29th, 2007

quando sono triste mi cucino sempre le cose che mi faceva lei, così mi sento un po’ meno sola. tornavo da scuola e c’erano i “mostaccioli” con il pomodoro – che poi sarebbero i tortiglioni, non so perché li chiamasse così – e l’ovetto. per misurare la pasta non usava la bilancia, contava i singoli mostaccioli. secondo lei, per me che non volevo ingrassare, ce ne volevano 25 di numero.
poi nel pentolino del pomodoro rimasto ci rompeva l’uovo.
non so perché ma niente è mai buono come sapeva fare lei

jellyfish

novembre 28th, 2007

oggi è già un miracolo che mi sia lavata la faccia.
per il resto me ne sto arrotolata nella vestaglia di pile grigia a leccarmi le ferite.
non ho voglia di parlare con nessuno, non ho voglia di uscire.
voglio stare da sola.
mi sono guardata un film di almodovar e uno di rubini. ho finito la cioccolata. mi sono fatta il chai.
niente, non funziona. forse mi manca anche un po’ di serotonina.
spero che tre giorni mi bastino

che ti lamenti?

novembre 26th, 2007

oggi vado a perorare la mia causa per dei soldi di un lavoro del 2006
pigghia lu bastone
prendo un permesso dal lavoro e devo fare 35 kilometri
e tira fora li denti

poi forse posso chiedere se hanno bisogno che ramazzi la stanza
ma che ti lamenti…

about babbo natale

ecco, l’ho detto

ottobre 31st, 2007

p: ciao mostro, che fai?
io: ciao, mi annoio, ma potrebbe andar peggio. sono un po’ in crisi, continuo a fare cose stronze e non imparo un tubo.
diciamola tutta: mi fa proprio schifo stare qui. e comunque guadagno più di prima, però è orribile lavorare con gente che non stimi e che preferiresti un pugno piuttosto che vedere tutto il giorno.
a volte spero che tambu trovi un bel lavoro in un’altra città così ho una scusa per cambiare anche io, ma poi mi rendo conto che sono piena di balle. però sono depre, non so cosa farci…
p: me ne sono accorta che ci stai male

afte maledette

ottobre 15th, 2007

solo chi soffre pesantemente di afte può capirmi, cioè capire cosa si prova quando se ne hanno una decina in contemporanea.
è come avere qualcuno che ti comprime il cuore in modo lieve ma continuo. salivazione e placca a bomba, non riesci a parlare e a masticare, non puoi mangiare cose come spezie, cioccolata, pomodoro, formaggi stagionati, frutta secca. non puoi bere vino. non puoi baciare.
insomma, non parli, vai a stracchino e patate bollite e ogni volta che ti lavi i denti ti viene da bestemmiare.
quando qualcuno non capisce una parola e devi ripeterla gli tireresti un pugno.
in questo momento ho esattamente dieci afte, grazie al dentista, e ho anche 350 euro in meno.
sono veramente una bestia.

lune

luglio 9th, 2007

lune, come lunedì mattina. lune, come lune del capo, che sono sempre lune storte.
brutti sogni. un pensiero fisso: svegliarmi in algarve, fare i panini nel chiosco vestita boho, cioè alla cazzo campana prima ancora che qualcuno etichettasse lo stile. spettinata, col vento del sud che ti fa i dred.
scalza, affanculo i cuscinetti di gel per sopportare i tacchi.

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