Archive for the 'nero seppia' Category

A o B

estrellita giugno 3rd, 2010

stamattina mi sono pesata e ho guardato l’estratto conto.

non so quale delle due cifre sia peggio
:/

come sfuggire al capodanno

estrellita dicembre 30th, 2009

potrebbe andare bene il vietnam, o la cina, ma anche un qualsiasi paese mussulmano. anche il tibet, o l’iran [che però in questo periodo eviterei per altre ragioni]. per contare almeno su un altro paio di mesi ci sono poi la thailandia, la cambogia, la birmania e il bengal. e ce ne sono parecchi altri, di posti dove il capodanno non cade il 31 dicembre. poi basta cambiare di nuovo paese, in questo modo potrei sfuggire alla festa che più detesto.
avessi degli amici normali e non esistessero i botti, probabilmente, sarei più tollerante.

vecchie foto

estrellita giugno 4th, 2009

sono passati solo quattro anni. faceva caldo, eravamo a una riunione di famiglia, nel nostro paese d’origine. noi due ragazzi in mezzo a tanti nonni e zii e genitori. tutti si lamentavano perché scattavo primi piani senza sosta, ma sorridevano.
ufficialmente eravamo lì per festeggiare il tuo compleanno, in realtà si festeggiava la la vita presa per i capelli un attimo prima di fuggire via. là fuori, per te, c’era una bmw nuova di zecca e un bel pranzo.
solo quattro anni.

oggi riguardo quelle foto e il nonno, allora ancora valente e testardo, vegeta davanti a una finestra tutto il giorno, non sa più chi siamo, non cammina, gioca un po’ con la cate, ma solo perché quella metterebbe allegria anche a un sasso. la nonna è più magretta, perde qualche colpo, ma nel complesso, per essersi fratturata due braccia e la faccia cadendo dalla scala, regge alla grande. la tua, di nonna, è ormai più simile a un grosso ortaggio appannato, che alla vecchia e fiera maestra di un tempo, non aiuta più nessuno a compilare i moduli e sta sempre a casa con la badante ecuadoriana. tuo nonno è morto pochi mesi dopo quella foto, rideva ed era una cosa rara, così l’hanno usata per la tomba. lo zio a., eterno scapolo e ballerino provetto, ha avuto un ictus e non può più ballare; anche lui se l’è vista brutta, ma la tenacia l’ha premiato restituendogli almeno la parola e la parte sinistra del corpo. i nostri genitori, a parte un’altalena di chili e qualche sigaretta di meno, sono sempre uguali. anche io sono la stessa di sempre, distratta e tonda, mentre la casa è disabitata da due anni, i fiori curati non ci sono più, crescono le erbacce tra una piastrella e l’altra. e c’era una finestra con un panorama dolcissimo, ma non c’è più neanche quella: il comune l’ha fatta murare.
a volte invidio mio nonno, perché non si ricorda niente, perché ha cancellato gli ultimi trent’anni e non si ricorda neppure che sei esistito.

quadrifogli come se piovesse

estrellita maggio 22nd, 2009

stamattina, tutto storto. poi, mentre portavo la caterina al castello d’albertis, con la coda dell’occhio ho visto un quadrifoglio in un’aiuola. è il terzo nel giro di qualche settimana. che cosa vorrà mai dire? qualcuno mi ha detto che sono fortunata, io dico “sarà”. la vita, ultimamente, mi pare veramente piatta.
continuo pensare a quel chioschetto all’ilha de tavira.

noemi e le altre

estrellita maggio 6th, 2009

più che altro, alla maggior parte degli italiani, manca il buon gusto e il buon gusto va a braccetto col rispetto.
qualcuno ci ha pensato a quella ragazza? magari è un’oca, magari è un’arrivista disposta a tutto, magari parteciperà alla prossima isola e ne sarà felice, ma è pur sempre una ragazza su cui si sta riversando una montagna di letame e a me dispiace.
mi dispiace anche per la veronica, che però se l’è cercata, e, al contrario di tante altre donne umiliate e offese, può piangere comodamente in una delle sue tante gabbie dorate, le stesse in cui ha vissuto per decenni.

mi dispiace per tutte queste donne persone usate come carta igienica dagli italiani.

mal di primavera.

estrellita aprile 16th, 2009

per quelli che sono meteoropatici la primavera è una mazza ferrata che ti plana in mezzo alle scapole con la leggerezza di un boing 747.
per combattere il mal di primavera quando ero piccola la mia mamma mi dava delle schifose fialette della farmacopea cinese che sapevano anche un po’ di ginseng [una cosa che odio].
ora, non so se è precisamente questo cambio di stagione, oppure il fatto che prima o poi dovrò riprendere a lavorare tutti i giorni, o lo shock di un trasloco imminente, o una persona che mi ha fatto girare le palle. fatto sta.

good morning

estrellita marzo 30th, 2009

chissà cosa dice il mio oroscopo di oggi.
mi sono svegliata alle sei meno un quarto perché il gatto grattava la porta e per il mio corpo erano ancora le 5.45 4.45. ho chiuso il gatto in lavanderia, ho pulito la svomitazzata sul parquet e finalmente sono tornata a letto.
un quarto d’ora dopo caterina ha reclamato la sua prima colazione. a quel punto, dopo biberon e ruttino, non aveva senso tornare tra le braccia di morfeo, così ho deciso di prepararmi con calma. mentre stavo per bere il primo caffè della giornata si è aperto il rubinetto della narice sinistra. l’epistassi, piuttosto violenta, è finita dieci minuti dopo. il lavandino del bagno sembrava una tonnara, così ho pulito. nel frattempo un altro essere ha iniziato ad aggirarsi per casa, ma a quell’ora è innocuo.
allora ho chiamato il call center della mia banca per autorizzare lo storno di un pagamento sbagliato e, dopo aver inserito circa 20 codici, al terzo tentativo di comunicare il numero di conto il sistema ha bloccato tutto. sbraitando ho afferrato il casco per uscire, ma mi è scivolato e un pezzo di visiera si è schiantato sullo schermo ultrapiatto della tv. e ora sono qui, nel mio adorabile ufficio. il mio capo ha fatto seccare la piantina di gerbere che gli avevo affidato. considerando il meteo, sarà sicuramente di buonumore e trascorrerò una piacevolissima mattinata lavorativa, non avara di grandi soddisfazioni professionali.

cosa penso veramente:

estrellita gennaio 22nd, 2009

odio quando le persone danno tutto per scontato

lunatica

estrellita novembre 27th, 2008

oggi si fa la luna nuova, ma a quanto pare non vuol dir nulla…

la notte dei cristalli, di gioele e altre cose

estrellita novembre 11th, 2008

accostare cristalli e gioele fa molto new age. e invece un par de palle. questa è solo la cronaca di una delle mie notti in bianco. una delle tante, in cui neanche la cromo lampada e il divano sono serviti. la racconto perché è taumaturgico.

il cristallo che si rompe fa uno splendido suono, soprattutto nel cuore della notte, al buio, mentre il resto del mondo ronfa. la magia è accaduta stanotte. dato che alzarsi e accendere la luce sarebbe stato troppo semplice, dopo essermi incastrata nello stipite della porta, cosa che ormai succede sempre più frequentemente, sono entrata al buio in cucina per bere e con il magico guanto di ferro da skate [che indosso per contrastare i dolori derivanti dalla sindrome del tunnel carpale] ho scontrato uno degli otto bicchieri di cristallo che stavano lì dalla cena. risultato: un bel concertino e schegge ovunque.
non avevo praticamente dormito e ormai non avevo definitivamente più sonno, così, dopo aver chiuso il gatto nello stanzino per evitare che si ferisse, sono uscita in giardino a cercare scopa e paletta e ho raccolto i cocci del servizio più bello.
dato che ero un grillo ho acceso il pc e ho deciso di ignorare il dolore al polso e fare un lavoro soporifero, tipo caricare dei bandi su un sito. credevo di aver scontrato l’accensione sul case con la caviglia a cotechino, invece sul più bello l’ambaradan ha iniziato a spegnersi e riavviarsi da solo, così alla quarta volta ho tolto la corrente e ho deciso di lasciar perdere l’informatica, affacciarmi alla finestra e respirare una boccata di ossigeno.
e chi ti becco nella creusa addormentata? gioele, l’angelico cane dei vicini, che esce trotterellando dal suo giardino di 200 metri quadri e va a scagazzare proprio sulla mattonata, esattamente davanti al portone. è presente anche il padrone, che se ne fuma una sull’uscio, mentre il cane lorda beato lo spazio di tutti. che faccio? mi metto a urlare dalla finestra? no, non posso svegliare il quartiere. allora progetto un biglietto di avvertimento da mollare nella buca, dopo di che scatterà la vendetta vera e propria. allora torno a letto, provo a stendermi, ma caterina centrifuga e in testa ho solo vari sistemi per catapultare cacca oltre al muro del giardino.
così mi alzo, prima che la svegli suoni, e preparo la colazione, pensando che se non dormo adesso, dopo l’arrivo della bambina non dormirò mai più.
mi balla ancora l’occhio destro.
sono nervosa, siii?

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