Archive for the 'miracoli' Category

unificare (una specie di outing)

novembre 21st, 2011

ci sono periodi, a volte molto lunghi, in cui tutto sembra separato, a compartimenti stagni. e non va mai bene. poi passano gli anni, vengono al pettine certi nodi, certe faccende che si credevano risolte e invece sobbollivano come un malestrom in un fiordo, e così ci si deve fermare ad analizzare, mentre il mondo se ne strafrega e va sempre al galòp, senza pietà. e sotto i ponti passano acqua, molecole varie, buio, sogni, vite intere.
poi ecco ad un tratto, che, quando meno te lo aspetti, scopri che ti viene voglia di fare qualcosa. una cosa qualunque. però con lo stesso entusiasmo che avevi a vent’anni, quando dovevi studiare per un esame pallosissimo e sul margine della somma teologica fotocopiata facevi la lista delle cose che avresti preferito in quel momento e che avresti potuto fare soltanto una volta finito di studiare.  tipo pattinare, fare i biscotti, volontariato al gattile, bondage.
in quel momento lì, capisci che stai guarendo.
però bisogna ricominciare a cercare i pezzi e girarli in modo che combacino e poi, armarsi di colla, e capire che, nonostante le imperfezioni e le sbeccature, i pezzi quelli sono, e te li devi tenere. non li puoi cambiare, non puoi spendere la tua vita dannandoti a seguire una perfezione che non esite e non esisterà mai. e forse è lì che cominci ad assolverti un po’ e a volerti un po’ di bene.
[special thanks to my shrink]

santa, subito :-)

aprile 20th, 2011

evvai!

:)

luglio 6th, 2010

è questa una delle cose che mi affascinano di più:
«Un cristiano, se è veramente tale, non può ritenere nessuna situazione “disperata” e nessun individuo “irrecuperabile”.»
la frase arriva da qui

sai il baretto sulla spiaggia che tutti sognano?

aprile 19th, 2010

esiste. e ci va a lavorare mia madre.
mentre io mi lagno del capo e cerco di dimostrare dieci anni in meno nonostante il tailleur, lei si licenzia e va a preparare caipiroske col sorriso sulle labbra e gli shorts di jeans.
è proprio vero: la fortuna aiuta gli audaci ;)

la settimana della concludenza

aprile 14th, 2010

una molla è scattata: questa qui che va dal 12 al 18 aprile, per me, è ufficialmente la “settimana della concludenza”.
si tratta del contrario dell’inconcludenza: è una settimana in cui mi rimbocco le maniche e chiudo tutta una serie di cose che da anni – a volte decenni, a volte mesi – non ho chiuso.
l’università, un progetto importante, la dichiarazione dei redditi, una serie di lavori abbandonati a metà, il giardino e le aiuole.

tu chiamale, se vuoi, emozioni

gennaio 9th, 2010

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

Quando il mio agopuntore m’infila un ago nel petto, a volte i miei piedi hanno una contrazione involontaria. Un ago nel lobo dell’orecchio, invece, può farmi cadere una mano dal tavolo mentre uno sul naso può farmi pulsare il fegato. In questo modo ho imparato che le parti del nostro corpo sono collegate in modi tutt’altro che ovvi. Ti invito a estendere questo concetto ai collegamenti tra i diversi aspetti della tua vita. Come influisce il tuo atteggiamento nei confronti dell’amore sulla tua abilità di attirare denaro? La tua capacità di essere felice è influenzata in qualche modo dalle tue opinioni politiche? Che impatto ha sulla tua salute il giudizio che hai degli altri? Tutto è collegato più di quanto voi Pesci lungimiranti possiate immaginare.

prendo spunto da rob per raccontare una cosa sull’agopuntura. è cronaca, ragazzi, liberi di credere o meno all’efficacia della cosa, però a me è capitata ed è stato incredibile come fare un giro sull’ottovolante in piena notte in pigiama.
sono stata da un agopuntore, tempo fa, che per curare il mio dolore al polso mi piazzava aghetti in posti assurdi. fin lì niente di strano, poi un giorno mi ha piazzato un ago al centro della pancia e se n’è andato per mezz’ora. ebbene, in quel dannato lasso di tempo, io ho iniziato a ridere, senza un motivo, di quei risolini che fai da piccola a scuola e non riesci a smettere anche se sai che l’insegnante prima o poi ti becca e sono cavoli. erano risolini isterici e cercavo di non fare troppo rumore, ma era incontenibile, come quel tizio che in tu ridi dei taviani ride nel sonno, ad ogni giro di lancetta sull’orologio, io ridevo di più, ridevo così tanto che mi facevano male gli addominali. ridevo come una pazza, da sola, in mutande, stesa sul lettino. poi piano piano qualcosa in gola si è raggrumato, ho avvertito distintamente  gli angoli della bocca incurvarsi in una smorfia amara e la risata si è trasformata in un ghigno, una smorfia e mi bruciavano gli angoli degli occhi. piangevo senza riuscire a fermarmi, senza una ragione. un pianto atavico, che veniva da lontano. le lacrime scendevano calde e lente, a formare due pozzanghere sulla carta, un lago di grandissima tristezza. poi l’agopuntore, un coreano di poche parole, è rientrato e mi ha detto bene.
una cosa del genere mi è successa solo un’altra volta, tantissimi anni fa. avevo diciassette anni, ero in vacanza in provenza con una mia amica e sono letteralmente volata da un’enorme scalinata di marmo dentro alla fondazione van gogh. sono atterrata infondo allo scalone senza neanche un graffio o un livido. intorno a me c’era un capannello di turisti e io non riuscivo a credere di non avere l’osso del collo spezzettato. mi ricordo che avevo pianto per lo spavento e poi la direttrice del museo mi aveva dato un bicchier d’acqua con un’impronta di rossetto così enorme che avevo iniziato istantaneamente a ridere senza più riuscire a fermarmi.

fuori dal tunnel

gennaio 8th, 2010

l’operazione al tunnel carpale è andata bene, dormo divinamente, ho una cicatrice piccolissima sul palmo della mano e, a distanza di un mese, sto riacquistando la sensibilità alle dita.
mi rifiuto di guardare il video dell’intervento perché sono debole di stomaco, ma credo di avere ancora un tunnel carpale, solo che ora è “senza capotte” ;)
ho dovuto fare l’operazione all’inizio di dicembre, d’urgenza in clinica, perché avevo quasi perso completamente la sensibilità alle dita della mano destra. dopo anni e anni di insonnia, dolori e varie diagnosi cannate, dopo aver provato chiropratici, osteopati, agopuntori, fisioterapie, tecniche respiratorie e infiltrazioni di cortisone, finalmente mi sono arresa all’evidenza e ho preso appuntamento col migliore specialista di chirurgia della mano della città. ci ha impiegato circa 5 secondi a dirmi che il mio era il più classico dei tunnel carpali e che non si capacitava di come nessuno se ne fosse accorto e di come avessi potuto resistere tanti anni con quel dolore al punto da perdere la sensibilità. un’ora dopo ero dal neurologo a fare un simpatico esame [non so se qualcuno di voi abbia mai fatto l'elettromiografia; io non riuscivo a smettere di pensare a dead men walking], due giorni dopo ero stesa sul tavolo operatorio con l’anestesista che cercava di distrarmi [ma perché tutti gli anestesisti portano vistose bandane?].
vorrei averlo fatto sette anni fa

ah, dimenticavo…

dicembre 31st, 2009

il soldo di cacio cammina, anche se solo ed esclusivamente quando decide lei. non è che faccia due o tre passi da sola, cammina proprio: gira per la casa quasi con nonchalance, anche se mantiene sempre una certa prudenza e l’abbiamo beccata a più riprese mentre si esercitava a cadere sul pannolone. la tecnica è questa: si attacca al divano e poi si butta di culo :-)

a kind of magic

ottobre 5th, 2009

finalmente mi sento anch’io una vera girl geek: il secco mi ha regalato un htc magic uguale al suo [sarò costretta ad appendere un ciondolino per distinguerli quando fanno la nanna sul davanzale] e quando il nuovo abbonamento 3 sarà attivo avrò 10 giga al mese di internet.
potrei quasi prendere in considerazione l’ipotesi di affidarmi interamente a google calendar e salvare l’albero da cui dovrebbero cavare la mia agenda 2010 :))

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