Archive for the 'inchieste' Category

bimby: si o no?

gennaio 9th, 2010

il bimby è un robot da cucina che costa un sacco di soldi e però fa un sacco di cose in poco tempo, sporca poco e sostituisce una montagna di elettrodomestici.
così, istintivamente, mi faceva un po’ orrore: è il classico oggetto piccolo borghese e la cosa veramente inquietante è che fanno pure la versione giocattolo per crescere delle piccole casalinghe perfette. sono consapevole che è una considerazione idiota, ma è una mia idiosincrasia: un po’ come i feltrini dietro ai quadri o le pattine. se ci ragioni ti rendi conto che sono cose intelligenti, poi però, applicarle in casa mia mi crea una sorta di dismorfofobia abitativa.
ecco, ho cambiato idea da quando ho scoperto che alcune amiche lo hanno comprato e lo usano con grande entusiasmo.
una mia amica, una cuoca eccellente, dice che appiattisce tutti i sapori, tipo panna e dadi.
sono andata a leggere un po’ di opinioni online e ho trovato un forum dove se ne parla in termini entusiastici.

e qui cosa si dice?

la free press e la depressione del lettore

settembre 22nd, 2008

mi riprometto di avviare uno studio scientifico a supporto di quanto sto per dire, ma, così, a naso, direi che, per un motivo che non mi è per niente chiaro, buona parte della free press tende al pessimismo. quanto meno nei titoli e negli strilli.

faccio un esempio recente, tanto per non friggere troppo l’aria: metro del 17 settembre titola “con facebook rischi il posto”. la notizia è: una ricerca dimostra che i cacciatori di teste usano i social network per cercare i candidati ideali per nuovi posti di lavoro e quindi avverte di stare all’occhio su quel che si scrive riguardo a certe abitudini private, come sbevazzate e festini. vi sembra una cattiva notizia? per me il bicchiere è mezzo pieno, mi sembra un’opportunità straordinaria e peccato che in italia solo il 22% dei datori di lavoro usi questi strumenti per il recruitment [ma credevo peggio].
la prima pagina che milioni di persone leggono alla mattina non si fa mai mancare una notizia del tipo: in crescita l’analfabetismo, in italia maggiore percentuale di disoccupati under 40, 3 famiglie su 4 non ce la fanno, e via discorrendo.
vorrei capire: cosa c’è dietro la scelta editoriale di sbattere quasi ogni giorno in prima pagina una notizia di costume che dà una lettura negativa di quello che succede nella società, possibilmente con numeri a supporto? chi è il vero target della free press? sicuramente è un consumatore, visto che questo tipo di pubblicazione si regge interamente sulla pubblicità.
dicono che il lettore medio non legga nessun altro giornale. forse io sono un’eccezione, ma ne leggo parecchi altri e mi leggo pure la free press, possibilmente più d’una, perché voglio sapere cosa pensa la gente con cui divido l’autobus.
non so nulla di marketing, ma mi viene un banale sospetto: non sarà che deprimere il consumatore fa aumentare le vendite?

elogio della libreria

marzo 28th, 2008

mi è appena arrivato un sms.
è della mia libreria: mi dice che è arrivato il libro di porfirio ordinato la scorsa settimana. e mi saluta. ecco perché è diventata la mia libreria preferita. di solito le frequento un po’ tutte e ho un sacco di tesserini fedeltà nel portafogli, ma mentre cercavo il libro ho chiamato ameno una decina delle più grandi librerie della città e quello che è successo mi ha fatto riflettere.
alla domanda “buongiorno, vorrei sapere se avete questo libro e se, nel caso in cui non lo aveste, si potesse ordinare” hanno risposto così:

1) libreria buozzi, via cairoli. gentile, ma con distacco, la signora che ha risposto al telefono, è andata a controllare e ha detto che non lo aveva, ma che potevo passare a ordinarlo.

2) libreria feltrinelli, via xx settembre. al primo tentativo non rispondeva nessuno. al secondo mi ha risposto uno un po’ scazzato dicendo “le passo il reparto” e mi ha messo in attesa con una musichetta da neuro. per sfida volevo resistere fino alla fine, ma dopo 20 minuti la linea è caduta.
la terza telefonata ho preferito non farla.

3) libreria mondadori, via xx settembre. risponde una cassiera affannata ma molto gentile e mi dice “parli pure che anche se sto facendo un’altra cosa la ascolto”. non hanno il libro ma se voglio me lo ordinano senza problemi.

4) libreria porto antico. gentile e simpatico, il libraio mi dice che si tratta di un libro specialistico e quindi non lo hanno, ma se voglio me lo fanno avere nel giro di una settimana. poi mi dice “prova a cercarlo nelle librerie universitarie, che magari lo hanno già disponibile”. premio della critica, e quasi quasi, visto che stai aperto anche di sera e stai in un posto splendido, diventi un po’ il mio libraio di fiducia anche tu :-)

5) libreria clu. risponde una che mi passa il reparto, cade la linea. riprovo e di nuovo succede così.
fanculo.

6) libreria assolibro di via san luca, ecco perché hai conquistato il mio cuore. già sono una delle tue prime clienti da quando hai aperto e non solo perché la tua libreria è bella, grande, fornita e non ha le porte (il che produce un irresistibile effetto sirena che ti costringe ad entrare anche quando hai fretta e non vuoi spendere soldi). ma anche perché fai i pacchetti con entusiasmo, sai dare buoni consigli, ti ricordi di me, mi fai sempre il 10% di sconto anche se non trovo il tuo tesserino, hai voglia di discutere con me sul motivo per cui la minimum fax è cara ma andrebbe sostenuta, ospiti mostre e presentazioni, i tuoi commessi sono tutti gentili.
e ora mi mandi anche gli sms.
e quando ti ho chiamato per chiederti di porfirio abbiamo parlato un po’ del libro e mi hai detto “sai cosa faccio? lo ordino lo stesso. se vuoi passa pure a prenderlo, altrimenti me lo leggo io che sono diventata vegetariana e mi interessa”.
ecco. questo qui è il mio inno personale alla customer care, che a genova oltretutto non è mica poco

ecco

gennaio 31st, 2008

perché non riesco ad essere in quel 2%?

babbo natale still lives

novembre 18th, 2007

l’altro giorno, mentre mi aggiravo tra gli enormi scaffali della metro, è stato come scoprire che babbo natale non esiste. è stato quando ho visto che biancomangiare, creme catalane aromatizzate, tortini cuor di cacao, mousse di pistacchi, roux bianche e nere, creme, salse, liquorini e addirittura brodetti di aragosta si trovano in commercio sintetizzati in laboratorio.
scoprendo che tutte queste meraviglie sono assolutamente industriali, la mia fede nel vecchio ha avuto uno scossone.
già ero caduta dal pero al corso di maisazi sulla creatività nella presentazione dei piatti, scoprendo che ormai più nessuno intaglia le carote per farne tenere roselline di accompagnamento agli arrosti, ma spesso anche i grandi ristoranti ordinano dalla cina scatoloni di verdure di qualsivoglia foggia. l tempo è denaro, cosa vuoi. e comunque io ho imparato a farle grazie al corso :)
caro babbo natale, voglio vivere in un mondo di cose vere, te ne prego…

3 buoni motivi per alzarsi la mattina

luglio 9th, 2007

1) il gatto che raspa la porta
2) ci sono ancora i saldi
3) il capo va in vacanza fra 3 giorni

e a voi? cosa vi spinge ad abbandonare il cuscino? cosa vi guida verso una nuova giornata di lavoro?

L’unione online

gennaio 19th, 2007

stavo facendo una piccola ricerca sui programmi dei candidati alle primarie della città. a parte i siti penosi di due su tre, una non pubblica neanche il programma elettorale. e io dico, gesumaria, cosa ce l’hai a fare il sito se non ci metti neanche sopra il tuo programma? ok, devi presentarlo, ma almeno le grandi linee… sui giornali sono uscite.
il dubbio, atroce, è che non ce l’abbia.
per annientare ogni sospetto ho pensato che forse potevo trovare l’occorrente sul sito dell’unione. e qui viene il bello: www.unione.it è il sito di un’agenzia matrimoniale messinese.
per l’unione che volevo io l’indirizzo è www.unioneweb.it. un url tra i peggiori sul mercato. ma alla fine ci arrivo.
peccato: si scusano, ma il sito è in manutenzione.

volevo dimostrare che il web è meglio della carta. più veloce, più efficiente. non sempre, non su certi argomenti, ok. ma neanche le testate online e le agenzie di stampa locali. a nessuno che sia venuto in mente uno speciale elezioni capace di sintetizzare un po’ di elementi concreti e renderli disponibili ai cittadini che non hanno il tempo di farsi una rassegna stampa tutte le mattine.
e così torno a ritagliare quotidiani con la coda tra le gambe.
[ad averci il tempo lo farei io, lo farei...]

borsette.zip

dicembre 14th, 2006

borsetta porta reggipettole borsette, e soprattutto il loro contenuto, parlano di noi. dicono molto più di quanto uno possa pensare. prendendo spunto dall’alga, che nella sua ci tiene lo svitol e il kit per il cucire, chiedo alle signorine che passano di qua: cosa c’è in questo momento dentro alle vostre? è anche una di quelle cose che si domandano molti uomini, perché la borsetta è da sempre un arcano, un geloso mistero femminile. e la prima sbirciata dentro alla borsa di una donna è un’iniziazione.
ma non barate, giuro che non sono un agente segreto dell’swg ;)
ora vi dico cosa c’è nella mia:
un balsamo per le labbra equo e solidale, un portafoglio bordeaux macchiato di gomma, una scatoletta di vigorsol air action che presto rilascerà confettini color sala operatoria in ogni interstizio, la chiavetta usb, il badge aziendale, una cipria, il libretto dello scooter, una potente castagna d’india contro il raffreddore, le chiavi di casa, le chiavi dello scooter, quelle della macchina e quelle del box [sarà per questo che nonostante l'aria innocente pesa come un grazioso blocchetto di piombo?], i fazzoletti di carta, il minispazzolino col minidentifricio, un lines seta in bustina, il fiore di bach delle emergenze, una parker gialla, due bustine di nimesulide, un rossetto color mattone, lo scontrino di una pasticceria, il foglio excell con la lista dei regali di natale, un lucidalabbra, una monoconfezione aperta e scaduta di collirio omeopatico, l’agenda di carta, una matita, l’ipod imboscato in un portamonete rasta, un rossetto rosa effetto vinilico la cui marca è ormai illeggibile, un biglietto dell’ascensore per il castello d’albertis usato, una matita contorno labbra del body shop, due mozziconi di matita per occhi nera e marrone sempre del body shop, un campionicino di crema idratante [perchè una volta ho letto che l'unico segreto di bellezza di gwyneth paltrow è portarsi sempre dietro la crema idratante. con me non ha funzionato, ma forse ho iniziato troppo tardi].