Archive for the 'glam' Category

miniguida shopping [genova]

estrellita dicembre 2nd, 2008

leggi mercatini artigianali e ti rifilano le solite cineserie, una cosa che odio. anche perché in giro – ma bisogna saperli scovare – ci sono veri artigiani che inventano e confezionano cose bellissime e persone di gran gusto che sanno scegliere e proporre oggetti sempre nuovi. per questo, anche se nessuno me l’ha chiesto :P, ho deciso di lanciarmi e scrivere una miniguida per chi passa a genova [e non solo].
questi qui sono posti davvero speciali, maneggiateli con cura!

abiti & accessori
lo spaventapasseri
è un cult dei vestiti fatti a mano che ha fatto da apripista a un sacco di negozietti
analoghi a genova e merita quindi grande rispetto. vestiti e accessori stupendi: soprattutto le giacche in velluto e le sciarpe, la mia passione. la lucertola, di sonia gori, invece è una bottega piccolissima in un ammezzato della centralissima e supercommerciale via xx settembre. i vestiti sono tutti cuciti a mano da lei, che sembra uscita da una parigi un po’ retrò ed è sempre gentile e sorridente. prezzi onestissimi, è il mio preferito.

bimbi
il negozio di giocattoli la città del sole, in via luccoli, non teme rivali: solo a stoccolma e copenhagen ho visto negozi così belli e alternativi rispetto ai soliti negozi pieni di gormiti, winx e compagnia bella. per i libri il massimo della vita è la libreria per bambini di via canneto il lungo, ma segnalo anche, rispetto ai soliti circuiti, assolibro di via san luca dove i commessi sono più preparati e simpatici che da qualsiasi altra parte e il reparto bambini è veramente ben fornito. sempre in via luccoli, ma in una ministradina laterale, c’è un negozio che mescola design, giocattoli alternativi e altri oggettini per bebè che vale una sbirciata [tiene gli oggetti di 100drine, di cui mi riempirei la casa]

bijoux, che passione
sartù
è una tappa imperdibile per chi cerca gioielli originali. fa anche abiti cuciti a mano e borse davvero particolari. elalù bijoux, di luciana, è un negozietto piccino piccino nel bel centro storico di alassio, in provincia di savona, dove puoi trovare collane, anelli, bracciali sempre nuovi e fashion, ma anche borse, bavaglini e molte idee regalo originali e colorate. compie tra qualche giorno un anno e fa un sacco di sconti prima di natale!

scarpe, borse e cinture
nel vicoletto che da piazzetta luccoli va verso vico del ferro c’è la bottega di un calzolaio che mi ricordo da quando ero piccola e ci andavo con mia madre. crea, anche sul momento, bellissimi zoccoli di legno e pelle e cinture a prezzi modici. se invece ti garbano le borse fatte a mano in salita sant’agostino, proprio sotto la facoltà di architettura, c’è un bravissimo artigiano. certo, costare costano, ma puoi chiedere cartelle e borsette personalizzate: non rimarrai delusa!

specchio, specchio delle mie brame
il corniciaio vicino a via macelli di soziglia confeziona splendidi specchi con la cornice che vuoi tu :-)

per chi adora il design
ilperigeo non è un negozio di artigianato, ma di design. a genova da tantissimi anni, da poco si è spostato in piazza portello e ha aperto uno store spettacolare. interessante per la ricca esposizione di pezzi importanti, ma anche per lascelta di tenere piccole idee regalo a prezzi accessibili. proprietario gentile e disponibile :-) purtroppo non hanno un sito. sempre sullo stesso genere, ma in versione ancora più chic, c’è via garibaldi 12, nella via più bella della città, accanto ai musei più importanti. personale gentilissimo e un tavolo ricavato dall’ala di un aeroplano su cui è impossibile non sbavare…

per golosi e intenditori
pietro romanengo confetteria
. un’altra epoca, sapori inarrivabili: confetti, praline, rosolio, fiori canditi… sullo stesso stile, ma versione bottega e più cioccolatoso, il mitico viganotti, re incontrastato delle scorzette d’arancia ricoperte di fondente.
tutte le spezie del mondo si trovano invece in una bottega senza tempo: gestita per decenni da due vecchietti, oggi la drogheria torielli è in mano alle nipoti, che sanno consigliare e confezionare regali rari e profumatissimi. davvero originale.

kitchen confidential

estrellita aprile 6th, 2008

quello che sto per svelare è molto più di una ricetta. è il segreto della mia famiglia, e nello stesso tempo un elisir di lunga vita. è tradizione, miseria e nobiltà insieme, perché un tempo era un cibo dei poveri, mentre oggi è un vero lusso.
non fa ingrassare, fa benissimo, è buonissimo, è veg.
dico che è un lusso perché ci vuole tempo per scegliere gli ingredienti, che devono essere tanti, rigorosamente freschi, di stagione e di prima qualità, e poi ci vuole tempo per pulirli bene, tagliarli a pezzettini e poi almeno un’ora e mezza di cottura furiosa. però c’è un vantaggio: di solito il risultato è talmente abbondante, che si può stivare per i tempi frenetici.
sto parlando del minestronemenestrungenovese. non quello che trovate sui libri di cucina regionale che danno la domenica con il quotidiano, naaaaaaaaaaa, niente di tutto questo. questa qui è la ricetta delle mie gloriose antenate dell’oltregiogo e del lagaccio, una specie di pozione magica.
gli ingredienti fondamentali della ministra di base, che proprio non possono mancare, sono: patate, fagioli borlotti, lattuga, sedano, zucchine, carote, cipolla, porro, aglio, basilico. poi si devono aggiungere altre verdure di stagione. il principio è che + verdure ci sono dentro, + il minestrone è buono. e quantità devono essere uniformi, a parte patate e fagioli che vanno dosati con una certa generosità. tra gli ortaggi e i legumi ammessi al ballo: fagiolini, melanzane, bietole, cavolo verza, piselli, fave, zucca, scarola, lenticchie, carciofo. assoluto divieto di metterci dentro: peperoni, pomodori o altre diavolerie esotiche che non c’azzeccano proprio niente: il minestrone è una questione di orto nazionale, non ci si possono mettere gli okra. è proibito. non metteteci roba vecchia, che poi fa schifo. e non sbilanciate gli ingredienti: si deve formare un’armonia contadina di sapori.
poi va messo in un pentolone con acqua fredda e fatto bollire a fuoco alto per un’ora e mezza almeno. a fine cottura si sala. in questa famiglia si usa passare tutto, dragando però i fagioli sul fondo della pentola e tenendone da parte un po’ interi. ma va detto molti lo preferiscono a pezzetti.
poi si aggiunge la pasta e poi, solo alla fine, un vero pesto fatto come dio comanda, con un buon basilico fresco. niente pesto in barattolo, piuttosto meglio mettere a bollire le foglie di basilico e l’aglio con gli altri ingredienti e rinunciare alla mantecatura finale :(
il buon minestrone è molto denso. nelle sere d’estyate si mangia freddo nella scodella e il cucchiaio ci può perfino stare piantato dentro! la pasta giusta: i brichetti, lo scuccussùn, al massimo il riso o i ditalini rigati. concessi i grattini.
niente spaghetti spezzati o, peggio, pasta corta: gli avi si rivolterebbero nella tomba.
piuttosto pane a pezzi.
giro d’olio di oliva extravergine.

e buon appetito, gente, alla facciazza della ribollita ;)

saldi mon amour

estrellita agosto 14th, 2007

un paio di ballerine albicocca e arancio, un paio di orecchini rosa un po’ retrò, un sandalo con la zeppa che sarebbe piaciuto un sacco a mia nonna, un accappatoio con l’ippopotamo dietro, una borsa di feltro grigia cucita a mano con dei tondini applicati, un top nipponico, una camicia inglese da samurai florivivaistico, un paio di espadrillas da signorina con i luccichini, un paio di pantaloni a righe nel negozietto punkabbestia, tre magliette e una camicetta da h&m, un pallino da bagno ape regina e lo shampoo lazzaro di lush, un’altra guida della sicilia, un libro sui cocktail classici, una cipria e uno smalto di chanel, un rossetto con relativa matita e un solare coi controcazzi, un costume millerighe, due completini di cotone, un reggiseno a prova di bomba.
forse mi sono dimenticata qualcosa ,_,

ciabatte+colorate+buchi+jack nicholson

estrellita maggio 17th, 2007

a qualcuno non piacciono, ma chi non ci ha mai piazzato una zampa dentro non può capire il processo sociologico che ha portato questa mostruosa ciabattona bucherellata e sgargiante ad essere un cult anche fra le star di hollywood.
se decidete di provarle, e quindi di comprarle, state attenti a non cadere nel tranello dello zoccolo tarocco: le crocs false pesano, quelle vere sono impressionantemente leggere.

 

la bagna cauda come si deve

estrellita gennaio 7th, 2007

la vera bagna caodala cosa più incredibile è che quella vera, nonostante ad ogni commensale tocchi una testa d’aglio intera, non ti fa venire sete e non ti fa venire l’alitosi per i successivi tre giorni :)
le verdure sono coloratissime e strane, croccanti e di colori sgargianti. le migliori sono quelle un po’ amare, tipo i cardi, i carciofi e le puntarelle, ma anche il topinambur ha un suo perché. la colonna sonora non è casuale, richard ashcroft da segnalare in particolare.
e poi candele, classici fornelletti in terracotta, sauternes, cioccolato all’assenzio, pareti gialle e spago come animatore della serata :)
grazie alga

fashion hair un par de palle

estrellita novembre 10th, 2006

sono andata dal parrucchiere (non fashion hair, parrucchiere).
era meglio se non ci andavo.
decisamente.
è una di quelle cose che nessun uomo al mondo può capire.
quando ho visto il risultato avrei pianto e strillato, invece sono rimasta senza parole, mentre quell’imbecille sgusciava dietro al bancone fichissimo di plexiglass bianco e digitava il conto.
così sono notevolmente più leggera: col portafogli dimezzato e soprattutto quattro peli in testa.
quell’idiota continuava a tagliare-sfilare-dimezzare-eliminare -interveniresullelunghezze e il risultato è un cespo cotonato apposto come una corona d’alloro sulla mia faccia.
quella di fianco è uscita con la folta chioma di fara fawcett tempi d’oro, e allora perché io ho sempre la sfiga di capitare in mano al parrucchiere di sinead o’connor?
e poi l’acconciatura! la mia acconciatura è di una modernità sconvolgente: sembro una che è stata congelata negli anni ottanta e si ritrova per caso rilasciata oggi, 10 novembre 2006, nel centro di genova.
in venti minuti ha fatto un disastro totale.
insomma, sono un mostro.
un mostro impoverito.
un cesso, per farla breve.
ho il magone.

il ritorno del feld

estrellita novembre 2nd, 2006

certe mattine vado a lavorare a piedi. sono due chilometri che si snodano in mezzo al centro storico. le mattonelle sono verdine e un po’ viscide giù dalla scalinata, ma a un certo punto, in mezzo alle vecchie case, vedi il mare, come una quinta che improvvisamente uno scenografo geniale ha piazzato lì. il freddo che ti assale appena metti il naso fuori dal portone si scioglie mentre le gambe rimettono in moto il corpo e il cervello e il sole ti spara in faccia mille coriandoli invisibili di pulviscolo dorato. in tasca, nel nano, ci sono i king of convenience e cogli la bellezza a ogni passo, da via balbi a via lomellini, mentre qualcuno cerca di riportarti alla realtà piazzandoti in mano tonnellate di free press.
oggi torna il feld, ha di nuovo un contratto, e io sono felice. tra poco brinderemo sbattendo le tazzine di caffè e io le mostrerò un inedito pendant tra la balza della gonna e il foulard. senza di lei non ci sarebbe gusto :)

oggetti irresistibili

estrellita ottobre 18th, 2006

questo posto per me è la perdizione. se penso che c’è gente che vive brevettando queste cose impazzisco di invidia.
due must assolutamente da non perdere: il tostapane musicale e la fabbrica di hot dog

abbinamiento

estrellita ottobre 3rd, 2006

a furia di frequentare una delle regine incontrastate del pendant, ho preso anche io la sana abitudine di fare attenzione agli accostamenti di colore fino a toccare punte iperboliche di parure estrema. per esempio, certe mattine capita che decida di mettere un anello azzurro e costruisca tutto il mio abbigliamento intorno a quel particolare.
stamattina la collega dirimpettaia di scrivania ha smorzato il mio nascente entusiasmo autunnale per il beigetto esclamando “forse dovresti metterti una camicia che stacchi dal non colore della faccia”
debbo dire però che apprezzo la rara dote della cruenta sincerità

family

estrellita settembre 12th, 2006

c’è chi dice che la mia famiglia dovrebbe essere iconizzata da questo signore qui.
io con il grembiule da cucina e un bambolotto in braccio, lui completamente cablato e soli con un collarino tutto paillettato, da vera fashion victim quale è…