estrellita dicembre 5th, 2008
eccoci qui, ricoverati all’ospedale, monitorati e rivoltati come calzini. del resto questa gravidanza sta andando avanti da quasi dieci mesi [41 settimane + 4 giorni]. da domani inizia l’induzione del travaglio, ma potrebbero volerci più di 24 ore prima di arrivare alla nascita…
prossime news su questi canali :-)
w l’eepc!
estrellita novembre 23rd, 2008
me ne vado tranquillamente a cena da amici, se vuole uscire che esca, se vuole aspettare la luna nuova, ok. le valigie sono in macchina.
ma se sto ancora in casa ad aspettare guardando tutti gli arretrati di desperate housewives mi schizza il cervello fuori dalle orbite.
estrellita novembre 20th, 2008
mancano soltanto quattro giorni alla nascita di caterina, in teoria. è tutto pronto, io sto bene [anche se oggi mi sono specchiata in una vetrina e sembravo la gemella di demis roussos]. tutti mi chiedono se sono agitata per il parto. beh, un po’ sì, ma più che altro per il colpo di timone che la nostra vita subirà con l’arrivo di questo frullino femmina, che mi auguro somigli il più possibile a un tamagotchi. confidavo nel fatto che uscisse prima, col cambio di luna, ma dell’influenza delle fasi lunari sui parti pare non ci sia nessuna prova, nonostante le ostetriche ammettano che in effetti, in corrispondenza di certi cambi, le nascite si concentrino maggiormente. qualcuno sa spiegarmi?
estrellita novembre 4th, 2008
soffrire si o no durante il parto? il dolore è una malattia oppure è parte funzionale del parto stesso? è solo un fatto culturale e ideologico, oppure si tratta di medicina e tecnica?
mentre in altri paesi l’epidurale durante il travaglio viene fatta di routine, in italia occorrono il consenso informato e l’autorizzazione scritta della donna.
mi piacerebbe vedere un confronto all’americana tra ostetrica, ginecologo e anestesista, dove ognuno esponga, non tanto la propria opinione, ma dei dati chiari e inequivocabili a sostegno o meno dell’anelgesia. si, perché durante il corso di preparazione ho incontrato tutti e tre gli specialisti e ognuno ha una sua opinione ben precisa, possibilmente diversa da quella dell’altro. eppure lavorano nello stesso ospedale, nello stesso reparto, e soprattutto con le stesse persone.
l’anestesista (uomo) è a favore e ha portato dati a supporto della sua teoria, sottolineando che in italia c’è molta ignoranza e che chi vuole la donna partorire nel dolore ha una posizione talebana. l’ostetrica e la ginecologa, entrambe donne e madri di tre figli ciascuna, dicono di non essere contrarie a priori, ma di essere favorevoli solo in caso di effettiva necessità. nessuna delle due l’ha fatta.
anche io penso che una donna sana può far nascere il suo bambino senza bisogno di anestesia, però mi domando se l’idea che un po’ di sofferenza sia funzionale alla nascita di un bambino non sia davvero un retaggio cattolico da superare.
c’è da dire che l’ospedale dove ho scelto di partorire è della curia (anche se vive di finanziamenti pubblici) ed è uno dei pochi che prevede un anestesista dedicato esclusivamente al reparto maternità.
c’è anche da dire che ho firmato a favore dell’epidurale. poi magari non la faccio, ma comunque io ho firmato.
estrellita ottobre 28th, 2008
ma se ho le mani bucate, allora com’è che mi fanno male
tutta la mano e anche il braccio?
non avrei diritto almeno a una piccola interruzione?
estrellita ottobre 20th, 2008
stasera cena con genitori e suoceri, cioè con tutti i nonni di o.
questa piccola tiranna già detta legge e nuove tradizioni di famiglia perché mi sa tanto che questa è la prova tecnica del pranzo di natale. [ma è anche un escamotage del secco per farsi aiutare a portare l'armadio dal box e farsi prestare una scala telescopica per potare il nespolo].
ora vado a cucinare. confido molto nei cannellini al fiasco e nella mousse di castagne che mi sono spazzolata al barilotto di fiora: se viene bene posto la ricetta…
estrellita ottobre 7th, 2008
va be, la notte ingigantisce tutto ,_,
estrellita settembre 22nd, 2008
mi riprometto di avviare uno studio scientifico a supporto di quanto sto per dire, ma, così, a naso, direi che, per un motivo che non mi è per niente chiaro, buona parte della free press tende al pessimismo. quanto meno nei titoli e negli strilli.
faccio un esempio recente, tanto per non friggere troppo l’aria: metro del 17 settembre titola “con facebook rischi il posto”. la notizia è: una ricerca dimostra che i cacciatori di teste usano i social network per cercare i candidati ideali per nuovi posti di lavoro e quindi avverte di stare all’occhio su quel che si scrive riguardo a certe abitudini private, come sbevazzate e festini. vi sembra una cattiva notizia? per me il bicchiere è mezzo pieno, mi sembra un’opportunità straordinaria e peccato che in italia solo il 22% dei datori di lavoro usi questi strumenti per il recruitment [ma credevo peggio].
la prima pagina che milioni di persone leggono alla mattina non si fa mai mancare una notizia del tipo: in crescita l’analfabetismo, in italia maggiore percentuale di disoccupati under 40, 3 famiglie su 4 non ce la fanno, e via discorrendo.
vorrei capire: cosa c’è dietro la scelta editoriale di sbattere quasi ogni giorno in prima pagina una notizia di costume che dà una lettura negativa di quello che succede nella società, possibilmente con numeri a supporto? chi è il vero target della free press? sicuramente è un consumatore, visto che questo tipo di pubblicazione si regge interamente sulla pubblicità.
dicono che il lettore medio non legga nessun altro giornale. forse io sono un’eccezione, ma ne leggo parecchi altri e mi leggo pure la free press, possibilmente più d’una, perché voglio sapere cosa pensa la gente con cui divido l’autobus.
non so nulla di marketing, ma mi viene un banale sospetto: non sarà che deprimere il consumatore fa aumentare le vendite?
estrellita settembre 18th, 2008
ttbook sta per treasure trash book e nasce da un’idea di alessandro.
significa che se stai mettendo a posto la tua libreria e ti accorgi di ospitare libri non graditi, che non ti sono piaciuti, che non hai intenzione di leggere o che hai comprato due volte [si, a me capita anche questo], prima di buttarli via li posti sul tuo blog.
si, perché quello che per te è una rumenta, magari per altri è un tesoro.
prima di cacciarlo via, prova a fare una bancarella: potresti rischiare di fare felice qualcuno.
ecco, il principio è questo. tanto basta.
fatelo anche voi, che mi si è liberato un po’ di spazio tra gli scaffali ;)
estrellita settembre 11th, 2008
certo, i diritti fondamentali non si conquistano a colpi di balletti smutandati in mezzo alla schiuma ed è vero che il gay pride è una carnevalata. ma che male c’è a rendere genova un po’ più kitsch per un giorno? bella, sporca, bacchettona, scazzata, trash lo è già e certo un’iniezione di visibilità caciarona non le farebbe male.
così non ci ricorderanno solo come industrial city near portofino, come la macelleria messicana del g8, come città degli anni di piombo, come patria di cristoforo colombo del pesto e di beppe grillo.
regaliamo un evento spontaneo a queste povere orde di turisti che ogni mattina si riversano tra le vie patrimonio dell’umanità, smarriti, sperduti in mezzo a una bellezza che per vederla devi scostare la sporcizia, scavalcare cacca e siringhe, tagliare la macaia, superare l’omertosa ostilità degli abitanti di tutti i colori e le forme.
il gay pride, per me, è un’occasione per questa città, che purtroppo resterà sempre un maiale che grufola e mugugna per gli affari suoi. un po’ di rossetto non potrà che farle bene. perché per genova sarà come svegliarsi col cuscino chiazzato di bava: subito si prova un po’ di vergogna, poi però si scrollano le spalle perché vuol dire che per una volta hai lasciato andare la mascella serrata e hai dormito un vero sonno ristoratore. una botta di relax, insomma, mentre i nostri politici si scontrano sull’opportunità dell’evento ed evitano di affrontare le questioni veramente importanti.