Archive for the 'generale' Category

scatolone

gennaio 24th, 2012

eppure sono più forte proprio adesso, in un momento di oggettiva difficoltà e priva di appigli molecolari.
assomiglio, come dire, a un grosso scatolone: più sembro fragile a tutti, perché rotolo nel vento, più imparo a rimbalzare. a oppormi quando è necessario, ad accogliere, se è il caso. a stare in silenzio, ma a stare. insomma: a porre con la mia presenza una questione.
l’involucro forse si è un po’ sfregiato, a giudicare da certe foto di una decina di anni fa, ma il vecchio cartonaggio regge sempre. le etichette vanno e vengono, e chissene.

sul serio.

luglio 12th, 2011

ho bisogno di idee.

tipo sugaman, per capirci, che è una delle poche cose che mi abbia entusiasmato ultimamente…

 

dura, anzi di più

maggio 12th, 2011

oggi è la mia seconda volta, ma – accidenti – è durissima.
non esci di lì proprio sereno e allegro, ma solo consapevole che la tua ora una volta alla settimana è soltanto una goccia nell’oceano.
per ora mi considero in prova, non so se diventerò mai una vera volontaria. anche perché quegli ambienti li conosco un po’, in passato li ho frequentati, e ho fatto fatica a sentirmi a mio agio. non mi piacciono gli estremismi, non amo i luoghi comuni, e non voglio dire cose ingiuste, ma dico solo che ho fatto parecchia fatica a trovare un punto di equilibrio in cui collocarmi. perciò vado senza cercare di essere accettata, senza condividere odi e battaglie, armata solo di regolamentare cartellino verde e di tacchino bollito per loro.  per loro, questo è l’importante.
presto arriverà l’estate e le gabbie saranno piene. il sole e il caldo renderanno più pesanti l’aria e l’attesa. la strada per arrivare su quel cucuzzolo è lunga e stretta. ma loro sanno aspettare

my gaz

febbraio 24th, 2010

faccio parte di un gas, un gruppo di acquisto solidale. credevo che fondamentalmente ci si riunisse per selezionare dei produttori, fare degli acquisti in gruppo e ottenere sconti più o meno consistenti, invece è quasi un lavoro. riunioni, verbali, una mailing list attivissima e un forum più impegnativo di ihc tempi d’oro. però non mi dispiace. si conoscono persone interessanti, si condividono idee e utopie, si aiutano i produttori che cercano di recuperare le fasce, ci si scambiano informazioni sul bucato con le noci e le palline e sui detersivi fatti in casa, si mangiano carote che sanno di carota.
sono una neogasista :-)

fuori dal tunnel

gennaio 8th, 2010

l’operazione al tunnel carpale è andata bene, dormo divinamente, ho una cicatrice piccolissima sul palmo della mano e, a distanza di un mese, sto riacquistando la sensibilità alle dita.
mi rifiuto di guardare il video dell’intervento perché sono debole di stomaco, ma credo di avere ancora un tunnel carpale, solo che ora è “senza capotte” ;)
ho dovuto fare l’operazione all’inizio di dicembre, d’urgenza in clinica, perché avevo quasi perso completamente la sensibilità alle dita della mano destra. dopo anni e anni di insonnia, dolori e varie diagnosi cannate, dopo aver provato chiropratici, osteopati, agopuntori, fisioterapie, tecniche respiratorie e infiltrazioni di cortisone, finalmente mi sono arresa all’evidenza e ho preso appuntamento col migliore specialista di chirurgia della mano della città. ci ha impiegato circa 5 secondi a dirmi che il mio era il più classico dei tunnel carpali e che non si capacitava di come nessuno se ne fosse accorto e di come avessi potuto resistere tanti anni con quel dolore al punto da perdere la sensibilità. un’ora dopo ero dal neurologo a fare un simpatico esame [non so se qualcuno di voi abbia mai fatto l'elettromiografia; io non riuscivo a smettere di pensare a dead men walking], due giorni dopo ero stesa sul tavolo operatorio con l’anestesista che cercava di distrarmi [ma perché tutti gli anestesisti portano vistose bandane?].
vorrei averlo fatto sette anni fa

come sfuggire al capodanno

dicembre 30th, 2009

potrebbe andare bene il vietnam, o la cina, ma anche un qualsiasi paese mussulmano. anche il tibet, o l’iran [che però in questo periodo eviterei per altre ragioni]. per contare almeno su un altro paio di mesi ci sono poi la thailandia, la cambogia, la birmania e il bengal. e ce ne sono parecchi altri, di posti dove il capodanno non cade il 31 dicembre. poi basta cambiare di nuovo paese, in questo modo potrei sfuggire alla festa che più detesto.
avessi degli amici normali e non esistessero i botti, probabilmente, sarei più tollerante.

passo a tre

ottobre 5th, 2009

sono pigra, non mi piace il libero mercato e dirò di più, non so se alla fine, per l’utente medio, ci sia davvero un operatore di telefonia mobile meglio di un altro. dopo svariati anni di militanza sto per abbandonare il mio storico gestore, che tra tutti si contraddistingue per la confusione dei servizi, districarsi attraverso i quali è operazione davvero ardua. non mi riferisco tanto ai piani tariffari, quanto alle mille opzioni aggiuntive, per esempio per l’invio di sms. probabilmente questo gestore ha come target adolescenti che stanno tutto il giorno dietro a incastri e incroci magici, oppure cambia apposta le carte in tavola per aumentare i profitti a danno dell’utente medio che commette l’errore di non informarsi costantemente sui cambi di piani e tariffe. a complicare ulteriormente le cose ci sono scadenze variabili quanto il meteo e servizi con nomi quasi simili. il sito, poi, è fatto ad arte per creare caos e non ricondurti mai da dove eri partito, in barba a tutta la web usability di questo pianeta.

insomma, passo a un abbonamento con la tre.

fncl

settembre 29th, 2009

perché? ma perché non leggo l’oroscopo?  perché? eh?
bastava girare alla larga dal fuoco, lo sa anche pupi che brucia

dopo di loro

agosto 21st, 2009

torno dal funerale di fernanda pivano.
chi ci sarà dopo di lei, a raccogliere la sua eredità? e dopo di lui? e di lui?
questa città non ce li ha ancora gli eredi. spero solo, quando ci saranno, di essere ancora testimone. le cose che hanno lasciato sono beni preziosi per tutti, senza date di scadenza, ma averli vissuti sulla propria pelle è stato un grande privilegio e rende tutto ancora più importante. così la tartaruga cantata da mia madre [e a dire il vero la cantiamo ancora tutti per la piccola cate] ha un altro sapore, e ricordo le canzoni di de andré uscire dall’autoradio durante interminabili viaggi sulla fulvia coupé puzzolente di sigarette e spoon river edizione economica nei pomeriggi dopo la scuola.
nostalgia canaglissima… dentro di me c’è anche un po’ di loro, ma sono felice di invecchiare così.

vicinato

luglio 3rd, 2009

l’altra sera ho chiesto a un mio vicino di casa come si chiamano i suoi tre cani.
v. – cerbero
e. – ah, e gli altri due?
v. – cerbero
e. – ah, écco… sono un tutt’uno.

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