Archive for the 'fitness' Category

il grande gluteo

gennaio 15th, 2008

ieri sera prima lezione di g.a.g.
magari lo sanno tutti, ma il g.a.g. è una disciplina fitness che serve per tonificare pancia, culo e cosce.
g.a.g. sta per glutei-addome-gambe [vedi foto].
e quindi? niente, le solite cose… che la mattina dopo ti svegli e ogni gamba ti pesa 20 kg e sei un container di acido lattico. la cosa più degna di rilievo è che, mentre una pazza ti urla di strizzare il culo e slanciare la gamba tesa a ritmo di samba – e tu ti chiedi madonnamia chi me l’ha fatto fare – per un attimo, zazuera zazuera, una cortina di buio bruciante ti cala innanzi.
è il sudore che ti penetra negli occhi.
per non dire che la palestra ha delle finestre interne sulla sala corsi da cui tutti quelli che fingono di fare pesi ti possono osservare mentre ti dimeni come un ippopotamo scoordinato su e giù dallo step e l’istruttrice ti urla di sorridere.
lovely.

hi tech

dicembre 10th, 2007

accidenti, bisogna fermarli!
o non avrò più scuse per rimandare la palestra :/

afte maledette

ottobre 15th, 2007

solo chi soffre pesantemente di afte può capirmi, cioè capire cosa si prova quando se ne hanno una decina in contemporanea.
è come avere qualcuno che ti comprime il cuore in modo lieve ma continuo. salivazione e placca a bomba, non riesci a parlare e a masticare, non puoi mangiare cose come spezie, cioccolata, pomodoro, formaggi stagionati, frutta secca. non puoi bere vino. non puoi baciare.
insomma, non parli, vai a stracchino e patate bollite e ogni volta che ti lavi i denti ti viene da bestemmiare.
quando qualcuno non capisce una parola e devi ripeterla gli tireresti un pugno.
in questo momento ho esattamente dieci afte, grazie al dentista, e ho anche 350 euro in meno.
sono veramente una bestia.

ecciù

settembre 25th, 2007

eccoci.
nonostante abbia sempre la fida castagna d’india in tasca, sento quel pizzicorino in gola tipico di quando ti sei preso un accidente e ho qualche linea di febbre.
la mia ricetta per tornare in piedi è gatto sulla panza a mo’ di boule dell’acqua calda e dosi massicce di schifezza a base di zenzero in polvere e miele. ma non so se voglio proprio guarire subito: in questo momento il pensiero di poltrire a letto almeno due giorni mi sembra un miraggio…
io lo so che mi ammalo quando mi sento troppo pesce fuor d’acqua e mi serve un po’ di tempo per riflettere.

granitica

aprile 29th, 2007

- stamattina visto che tu hai dimenticato la sveglia inserita e quindi mi sono alzata all’alba volevo andare a correre, ma poi non ho potuto.
- perché non hai potuto?
- non ho trovato i pantaloni della tuta adatti
- adatti può voler dire molte cose, che non erano intonati con le scarpe, ad esempio.
- appunto

le sorelle soehnle

dicembre 27th, 2006

oggi hanno fatto il loro augusto ingresso in questa dimora due sorelle tedesche. fichissime, tecnologiche, intelligenti. ma senza cuore. non tanto quella che sta in cucina e fa finta di togliere la tara al peso della pasta, quanto la sorella maggiore, che troneggia in bagno ed è in grado non solo di riconoscerti, ma addirittura di capire che tipo sei tripartendo la sua acuta analisi in grasso, acqua e massa muscolare.
prima di andarmene ci ha tenuto a farmi sapere che devo bere di più e cambiare alimentazione ,_,

fintness & co: palestra numero 3

dicembre 6th, 2006

naso da porcosono alla terza prova e prima ancora di entrare penso alla torta di digione che mi aspetta dentro al forno (courtesy consy e morgana). il secondo pensiero in ordine temporale è che la scala per entrare poi si trasformerà in un’ascesa da ipossia cerebrale.
la palestra numero 3 è comunque carina, anche se è piccola. purtroppo è in un fondo e odora di ascella + piede + muffa.
l’istruttore è fico sembra più preparato e attento rispetto alle palestre 1 e 2, ma è anche più inflessibile e controlla mentre fai gli addominali [sicuramente è una sottile vendetta del cielo per punirmi delle cose che ho detto sulle facce dell'uomo trapezio].
ci fa salire su un attrezzo per rassodare i glutei che a lungo termine potrebbe strappare qualsiasi confessione [anche sulle schede elettorali] e mi rendo conto che la mia coscia ci entra a fatica. poi, quando si tratta di stendere la gamba, un simpatico nervetto dietro al ginocchio si accavalla e alla fine devo scendere muovendomi l’arto con le mani, effetto poliomelite.
normofauna, a parte uno con i capelli di biscardi però bisunti e lunghi [con un inutile codino negli ultimi tre centimetri, ma forse non era un vezzo: gli stava scappando l'elastico], non vedo altri esseri degni di menzione. a parte forse l’idolo del liceo, ma lo trovavo inutile anche quindici anni fa. quelli col naso da porco non riesco neanche a classificarli: uno può essere bruce willis che se c’ha il naso con i buchi che si vedono frontalmente mi cala tutto. quindi, nessun imbarazzo.
servizi: gli spogliatoi sono più grandi e non ti sembra di essere in un collegio irlandese degli anni quaranta. però costa di più. e la odio comunque.
ma c’è un elemento distintivo veramente determinante: le docce chiuse.
e poi oggi ero di buonumore perché in pausa pranzo ho fatto shopping sfegatato.

fintness & co: palestra numero 2

dicembre 2nd, 2006

palestraprova nella palestra numero due, papabile per i seguenti motivi: è a 100 passi dall’ufficio, c’ha la sauna e il bagno turco, c’ha il baretto.
le docce sono sempre aperte, ma hanno almeno una paratia che ti consente di insaponarti in pace. gli spogliatoi sono il triplo che nell’altra, l’istruttore sembra harry potter, ma il fatto che il giorno dopo non abbiamo neanche un dolorino è indice certo che non c’è acido lattico in giro e quindi non abbiamo fatto un tubo. discorsi meno stronzi rispetto alla palestra numero uno, ma forse per il fatto che c’era il doppio della gente e c’erano la radio e la tv accese in contemporanea.
la cyclette era quella tradizionale, con il sellino che solletica piacevolmente le emorroidi, mentre sul video scorreva una shakira fasciata di raso rosso. nella palestra numero uno c’era quella col seggiolino, che è tutto un altro affare.
una cosa non varia ed è incredibile: il “fintness“. ovvero la quantità di esseri stereotipati che si incontra nella sala attrezzi. dalle tardone siliconoidi con l’acqua che fa tintin, alle britney con tutina che sottolineano gli appunti mentre pedalano, ai ragazzi tatuatissimi che tra un addominale e l’altro parlano al cellulare (forse con aida yespica), a lui, l’immancabile uomo trapezio.
sproporzionatissimo, enorme di sopra, ma col giro vita di rossella o’hara, per lo più l’uomo trapezio è basso, over 35, con un incipit di calvizie e solleva bilanceri assurdi mentre ti trapassa, a te che sei nuova, con sguardo intenso.
ha la stessa espressione di soli quando si sta impegnando nella cassetta :)

sono snob e spocchiosa, lo so. ma cosa ci posso fare se ho uno spirito di osservazione incontenibile? le palestre per me sono habitat da studiare etologicamente, un po’ come gli autobus.

fintness & co: palestra numero 1

novembre 29th, 2006

stasera ho provato ad andare in palestra, ma proprio non è il mio habitat. sono rimasta un po’ scossa, in particolare da:
- la quantità di silicone che ho visto girare attaccato a esseri umani femminili un po’ plastificati
- una specie di robbie williams che aveva un paio di pantaloni così sottili che gli si vedevano persino i capillari dell’inguine
- i racconti nello spogliatoio di un trans sui toy sex e sui vantaggi del sesso a quarant’anni
- il fatto che le docce sono tutte aperte
- quanto puzza un branco di gente sudata

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