Archive for the 'city' Category

lipstick on a pig

estrellita settembre 11th, 2008

certo, i diritti fondamentali non si conquistano a colpi di balletti smutandati in mezzo alla schiuma ed è vero che il gay pride è una carnevalata. ma che male c’è a rendere genova un po’ più kitsch per un giorno? bella, sporca, bacchettona, scazzata, trash lo è già e certo un’iniezione di visibilità caciarona non le farebbe male.
così non ci ricorderanno solo come industrial city near portofino, come la macelleria messicana del g8, come città degli anni di piombo, come patria di cristoforo colombo del pesto e di beppe grillo.
regaliamo un evento spontaneo a queste povere orde di turisti che ogni mattina si riversano tra le vie patrimonio dell’umanità, smarriti, sperduti in mezzo a una bellezza che per vederla devi scostare la sporcizia, scavalcare cacca e siringhe, tagliare la macaia, superare l’omertosa ostilità degli abitanti di tutti i colori e le forme.
il gay pride, per me, è un’occasione per questa città, che purtroppo resterà sempre un maiale che grufola e mugugna per gli affari suoi. un po’ di rossetto non potrà che farle bene. perché per genova sarà come svegliarsi col cuscino chiazzato di bava: subito si prova un po’ di vergogna, poi però si scrollano le spalle perché vuol dire che per una volta hai lasciato andare la mascella serrata e hai dormito un vero sonno ristoratore. una botta di relax, insomma, mentre i nostri politici si scontrano sull’opportunità dell’evento ed evitano di affrontare le questioni veramente importanti.

perché odio i punkabbestia

estrellita settembre 2nd, 2008

uscendo dall’ufficio una puzza tremenda ti assale. una puzza tipo muffa pecorino mista a piscio e forse un po’ a vomito. guardando in basso c’è un cane piccolissimo, direi appena nato, che ti corre incontro e poi dietro un cane diverso e più grande, triste. sul muretto calzini cementificati e scarpe da skate. seduto sotto, uno della mia età, lurido, che chiede monetine ai passanti.
ecco, pensate pure di me tutto quello che volete, ma io provato un bel mix di fastidio, schifo, odio generalizzato. senso di impotenza per i cani, e assolutamente nessun sentimento di pietà per il punkabbestia, che, anzi, mi sento legittimamente di giudicare. non lui, di cui non so niente, ma la categoria a cui vuole appartenere (ammesso che i punkabbestia esistano come categoria uniforme, ma direi di sì).
le due cose che posso dire con certezza è che non li capisco e che non è giusto che possano tenere animali. non sanno badare a se stessi, protestano contro un establishment e una società che però è la stessa a cui scassano la minchia con le monetine, e trascinano povere bestie in una vita di stenti.
sono omologatissimi, più omologati di qualsiasi altra categoria umana: parlano uguali, si pettinano uguali, puzzano uguali. e sai cosa penso anche? che screditano tutti i senzatetto.
ma che gusto c’è a vivere così?
qualcuno mi spieghi, qualcuno mi consigli una lettura, perché io veramente vorrei capire.
non liquidatemi come vecchia e borghese, perché a me essere vecchia e borghese costa tanta fatica: le monetine mica le cago, io.

come ti presidio il fortino

estrellita agosto 12th, 2008

ovvero: agosto in ufficio. tutti si lagnano, ma restare a lavorare ad agosto per me è un vero privilegio. datemi un pc connesso a internet ed è fatta. se poi ci aggiungi i principali quotidiani, l’aria condizionata, la radio, l’ansa, la tv e il minifrigo si sta da veri pascià. gli unici disagi, per quanto mi riguarda, sono collegati ai trasporti e alla pausa pranzo. ad agosto gli autobus sono trimezzati, ma l’abbonamento costa sempre la stessa cifra e io avrei voglia di fare ricorso. i locali per la pausa pranzo sono tutti chiusi in contemporanea, ma le buone vecchie due torri resistono.

alla faccia delle spiagge affollate, io mi godo la città semichiusa

courtesy

estrellita agosto 5th, 2008

nell’edicola sotto al mio ufficio c’è un cartello appeso “in questa edicola non si danno informazioni“.
ora, è vero che l’informazione è merce, e quindi ha un costo. è vero che c’è molto passaggio perché ci sono gli uffici dell’amt, dell’inail, dell’inps, del comune, della regione, di equitalia, eccetera. è pur vero che la gente non legge i cartelli e, in questa città, preferisce saltare subito al punto tre (mugugnare) per poi retrocedere al due (chiedere l’informazione). e va bene che siamo quelli della torta di riso, però…

elogio della libreria

estrellita marzo 28th, 2008

mi è appena arrivato un sms.
è della mia libreria: mi dice che è arrivato il libro di porfirio ordinato la scorsa settimana. e mi saluta. ecco perché è diventata la mia libreria preferita. di solito le frequento un po’ tutte e ho un sacco di tesserini fedeltà nel portafogli, ma mentre cercavo il libro ho chiamato ameno una decina delle più grandi librerie della città e quello che è successo mi ha fatto riflettere.
alla domanda “buongiorno, vorrei sapere se avete questo libro e se, nel caso in cui non lo aveste, si potesse ordinare” hanno risposto così:

1) libreria buozzi, via cairoli. gentile, ma con distacco, la signora che ha risposto al telefono, è andata a controllare e ha detto che non lo aveva, ma che potevo passare a ordinarlo.

2) libreria feltrinelli, via xx settembre. al primo tentativo non rispondeva nessuno. al secondo mi ha risposto uno un po’ scazzato dicendo “le passo il reparto” e mi ha messo in attesa con una musichetta da neuro. per sfida volevo resistere fino alla fine, ma dopo 20 minuti la linea è caduta.
la terza telefonata ho preferito non farla.

3) libreria mondadori, via xx settembre. risponde una cassiera affannata ma molto gentile e mi dice “parli pure che anche se sto facendo un’altra cosa la ascolto”. non hanno il libro ma se voglio me lo ordinano senza problemi.

4) libreria porto antico. gentile e simpatico, il libraio mi dice che si tratta di un libro specialistico e quindi non lo hanno, ma se voglio me lo fanno avere nel giro di una settimana. poi mi dice “prova a cercarlo nelle librerie universitarie, che magari lo hanno già disponibile”. premio della critica, e quasi quasi, visto che stai aperto anche di sera e stai in un posto splendido, diventi un po’ il mio libraio di fiducia anche tu :-)

5) libreria clu. risponde una che mi passa il reparto, cade la linea. riprovo e di nuovo succede così.
fanculo.

6) libreria assolibro di via san luca, ecco perché hai conquistato il mio cuore. già sono una delle tue prime clienti da quando hai aperto e non solo perché la tua libreria è bella, grande, fornita e non ha le porte (il che produce un irresistibile effetto sirena che ti costringe ad entrare anche quando hai fretta e non vuoi spendere soldi). ma anche perché fai i pacchetti con entusiasmo, sai dare buoni consigli, ti ricordi di me, mi fai sempre il 10% di sconto anche se non trovo il tuo tesserino, hai voglia di discutere con me sul motivo per cui la minimum fax è cara ma andrebbe sostenuta, ospiti mostre e presentazioni, i tuoi commessi sono tutti gentili.
e ora mi mandi anche gli sms.
e quando ti ho chiamato per chiederti di porfirio abbiamo parlato un po’ del libro e mi hai detto “sai cosa faccio? lo ordino lo stesso. se vuoi passa pure a prenderlo, altrimenti me lo leggo io che sono diventata vegetariana e mi interessa”.
ecco. questo qui è il mio inno personale alla customer care, che a genova oltretutto non è mica poco

salirò

estrellita gennaio 4th, 2008

abitare in una crosa significa che, quando c’è un velo di neve, non si può scendere, ma solo salire.
così, dopo le prime due scivolate sulle mattonelle rese viscide dal misto neveacqua, abbiamo girato i tacchi optando decisamente per la scala in salita. complice una sorta di bora, che soffia in ogni direzione e rende impossibile tenere un ombrello aperto, il meteo ci ha costretti a prendere un ascensore al contrario +  metro per arrivare al lavoro discretamente zuppi [di solito a piedi ci vogliono 20 minuti].
e ancora una volta w la tecnologia: meno male che c’è una vecchia stufetta rossa sotto la scrivania da mettere a tuono, il massimo per la 626 ;)