Archive for the 'autoreferenze' Category

scatolone

gennaio 24th, 2012

eppure sono più forte proprio adesso, in un momento di oggettiva difficoltà e priva di appigli molecolari.
assomiglio, come dire, a un grosso scatolone: più sembro fragile a tutti, perché rotolo nel vento, più imparo a rimbalzare. a oppormi quando è necessario, ad accogliere, se è il caso. a stare in silenzio, ma a stare. insomma: a porre con la mia presenza una questione.
l’involucro forse si è un po’ sfregiato, a giudicare da certe foto di una decina di anni fa, ma il vecchio cartonaggio regge sempre. le etichette vanno e vengono, e chissene.

il mio mantra

gennaio 21st, 2012

Il miglior modo per uscirne fuori è passarci in mezzo (Robert Frost)

Caro babbo,

dicembre 13th, 2011

quest’anno proprio non ci si sintonizza, non c’è niente da fare. non sento spirito.
avrei alcune richieste da porre, ma forse potrebbero essere inglobate in una più grande: essere ibernata e risvegliarmi ai primi di settembre 2012, magari nella vasca termale dello sport hotel panorama di fai della paganella in dolce compagnia della mia secca metà. magari un po’ più secca anche io, che non guasta.
a condizione, però, di ritrovare al mio risveglio un paio di cose fatte:
figlia obbediente e gatto ringiovanito
il secco definitivamente guru di ga
esame di stato ed esame di laurea superati
abitare in un’altra città e fare un altro lavoro

[hai notato? non chiedo soldi!]

 

unificare (una specie di outing)

novembre 21st, 2011

ci sono periodi, a volte molto lunghi, in cui tutto sembra separato, a compartimenti stagni. e non va mai bene. poi passano gli anni, vengono al pettine certi nodi, certe faccende che si credevano risolte e invece sobbollivano come un malestrom in un fiordo, e così ci si deve fermare ad analizzare, mentre il mondo se ne strafrega e va sempre al galòp, senza pietà. e sotto i ponti passano acqua, molecole varie, buio, sogni, vite intere.
poi ecco ad un tratto, che, quando meno te lo aspetti, scopri che ti viene voglia di fare qualcosa. una cosa qualunque. però con lo stesso entusiasmo che avevi a vent’anni, quando dovevi studiare per un esame pallosissimo e sul margine della somma teologica fotocopiata facevi la lista delle cose che avresti preferito in quel momento e che avresti potuto fare soltanto una volta finito di studiare.  tipo pattinare, fare i biscotti, volontariato al gattile, bondage.
in quel momento lì, capisci che stai guarendo.
però bisogna ricominciare a cercare i pezzi e girarli in modo che combacino e poi, armarsi di colla, e capire che, nonostante le imperfezioni e le sbeccature, i pezzi quelli sono, e te li devi tenere. non li puoi cambiare, non puoi spendere la tua vita dannandoti a seguire una perfezione che non esite e non esisterà mai. e forse è lì che cominci ad assolverti un po’ e a volerti un po’ di bene.
[special thanks to my shrink]

my damasco

agosto 17th, 2011

in un attimo credo di aver capito tutto.
prendere le distanze, ecco il segreto.
devo solo prendere le distanze…

wish you were here

aprile 7th, 2011

sto ancora qui a chiedermi la stessa cosa: ma dove diavolo è finita?
dov’è finita quella ragazza con la sua vecchia 500 blu e gli anfibi? quella che picchiava i padroni che picchiavano i cani? quella che vagava sognante per i vicoli e le creuse, quella che cercava la poesia e a volte la trovava, quella che si faceva domande su dio, che aveva sempre un diario di carta con sé, che non invidiava mai nessuno, che si tingeva di blu i capelli e non mangiava gli animali.
io l’ho persa di vista da tanto

genetliaco

marzo 2nd, 2011

risplendere, risplendere sempre
è la parola d’ordine
mia e del sole
(vladimir majakovskj)

e come il re sole io festeggio il mio compleanno per [almeno] una settimana :D

evvai!

superstizione

settembre 30th, 2010

non è che io sia una persona superstiziosa, ma sono successe due o tre cose negli ultimi giorni – non gravi, grazie al cielo – che mi hanno fatto baluginare pensieri del tipo:

1) perché non ho letto l’oroscopo della settimana e non mi sono data malata?

2) chi è che mi sta facendo un vudù?
3) forse è meglio se non prendo lo scooter.

voglio dire: è normale, no? non capita a tutti, ogni tanto?

[ultimo pensiero: mi si chiudesse almeno lo stomaco]

la settimana della concludenza

aprile 14th, 2010

una molla è scattata: questa qui che va dal 12 al 18 aprile, per me, è ufficialmente la “settimana della concludenza”.
si tratta del contrario dell’inconcludenza: è una settimana in cui mi rimbocco le maniche e chiudo tutta una serie di cose che da anni – a volte decenni, a volte mesi – non ho chiuso.
l’università, un progetto importante, la dichiarazione dei redditi, una serie di lavori abbandonati a metà, il giardino e le aiuole.

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