mulino bianco

maggio 4th, 2009

per qualcuno fare un figlio in italia oggi è un suicidio sociale, leggevo. si rischia il lavoro, si mettono a repentaglio le relazioni, si perde la libertà, dicono. balle, secondo me. concordo invece sul fatto che che si parla tanto di maternità e il nostro paese chiede ossessivamente di fare figli e poi mancano strutture non dico adeguate, ma almeno decenti come supporto “alle donne” e “alle famiglie” [digressione: se dici donne sei di sinistra, se dici famiglie sei di destra e filocattolico. sono quei cliché politici che mi danno la nausea].
ecco, ero di quelle che la pensavano così: figlio uguale trappola.
invece sono qui, oggi, a testimoniare che non è vera questa storia del suicidio sociale.
certo, se fai un bambino e poi vuoi andare almeno una volta alla settimana da parrucchiere ed estetista, uscire dall’ufficio alle sette giusto in tempo per correre all’aperitivo più cinema e andare in palestra tre volte alla settimana e passare il week end in barca a vela, allora, sì: un figlio ti impedisce questo tipo di vita sociale.
il punto allora è capire se si è veramente pronti, o se fare un figlio è solo uno step socialmente dovuto o biologicamente non demandabile.
scegliere di accogliere un bambino nella propria vita significa essere consapevoli che le proprie abitudini dovranno cambiare parecchio, almeno temporaneamente.
partiamo dal lavoro. a prescindere dalle discriminazioni e dalla precarietà, che sono un altro tipo di problema, chi affronta la new entry deve sapere che dovrà mettere da parte la carriera per un po’, soprattutto perché, quand’anche ci fossero le condizioni per una crescita professionale, non ci sarebbero le energie e la concentrazione necessarie.
la vita sociale non finisce: gli appuntamenti saranno diversi, magari più legati al bambino che ai genitori. e non esistono solo feste di compleanno under 5, esistono tanti altri modi di trascorrere il tempo libero: picnic, passeggiate all’aria aperta, giri in bici. quanto alla libertà, se per libertà si intende stare senza figli al seguito, ritagliarsi degli spazi privati non è impossibile: saranno di meno, ma – assicuro – godutissimi. tanto goduti quanto quelli con la propria famiglia.

6 Responses to “mulino bianco”

  1. algaon 04 mag 2009 at 13:00

    ecco, arrivo io con un commento un po’ polemico ;-) (ma tu sai già come la penso).
    secondo me, per quanto riguarda la libertà, non è questione di frequenza di estetista o di aperitivi, dipende anche da come è strutturata la famiglia e se si hanno, ad esempio, dei nonni nel motore, oppure no.
    per le relazioni sociali, idem: se si hanno amici anche loro con figli piccoli le amicizie resistono, altrimenti è facile ritrovarsi da soli, nessuno ha voglia di fare lo zio più di tanto.
    e infine, per quanto riguarda il lavoro, certe volte non è questione di carriera: in certi posti non è possibile chiedere il part-time e se hai il bambino malato e nessuno che te lo tenga devi per forza stare a casa e non è detto che a lungo andare il capo te la perdoni…
    morale, anche se oggi fare figli è ancora una gioia e non un suicidio, poco ci manca.
    di sicuro ci vuole tanto coraggio, dipende comunque, ripeto, da situazione a situazione.

  2. Barbaraon 04 mag 2009 at 14:00

    Io sono d’accordo con te , figlia di genitori che non hanno cambiato più di tanto la loro vita continuando a lavorare tantissimo e lasciandoci alle baby sitter la maggior parte del tempo ( quando andava bene alla nonna che però vivendo in Liguria purtroppo non era sempre presente ma è stata sicuramente per me una seconda mamma) ho giurato a me stessa che se mai farò un bambino sarà una scelta consapevole sia del cambiamento nella mia vita sia del tempo che vorrò dedicargli ogni giorno finchè lo vorrà ( perchè ad una certa età poi sono loro che preferiscono gli amici) tutto quello insomma che mi è mancato da piccola , poi ovviamente farò un sacco di errori perchè purtroppo non c’è un manuale per fare il genitore … di certo sono molto critica verso coppie di amici che hanno fatto bambini e hanno continuato la loro vita tra lavoro e sociale come se niente fosse

  3. Clioon 04 mag 2009 at 14:11

    Punti di vista e aspettative diverse.
    L’importante è che la scelta di avere o meno figli non sia imposta.
    C’è anche la “morte” sociale di chi non ha figli, in quanto vieni emarginate dalle Mamme con la M maiuscolissima.
    Bello il tuo post.
    :) ciao

  4. estrellitaon 04 mag 2009 at 16:24

    @alga: non l’ho detto perché mi pareva scontato, ma qua si parla di situazioni standard, in cui ci sono entrambi i genitori, il lavoro è normale, possono esserci nonni o baby sitter. poi se uno è da solo, ricattato dal datore di lavoro, non ha supporti di nessun tipo, allora è un altro paio di maniche.

    @clio: hai ragione le Mamme, o mammette sono un clan pericolosissimo. non ho ancora capito se ci nasci o se ci puoi scivolare. finché una continua a preferire i cani e i gatti ai bambini però, secondo me, è salva ;)

  5. Clioon 05 mag 2009 at 11:23

    Dici? ;))

  6. copertina75on 08 mag 2009 at 18:13

    Un post rinfrancante per chi sta pensando alla maternità :)
    Un baciotto alla Cate :)

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