storie di immobiliarità

marzo 27th, 2009

l’unico indubbio vantaggio del mettere in vendita la propria casa è che è sempre tirata a lucido. le candele profumate sono accese, i vetri sono trasparenti [che non è un concetto poi così scontato], tutto profuma ed è impeccabile. ci sono perfino frutta e fiori freschi che fanno pendant con le piastrelle.
per il resto è un continuo andirivieni di potenziali compratori, accompagnati da un sempre sorridente agente immobiliare che illustra le meraviglie dell’appartamento: abbiamo persino una “zona servizi” che non sapevamo di avere.
però fa strano che gente che non conosci entri in casa tua e si aggiri fra le tue cose. è molto poco genovese.
e poi ci sono tipi davvero vari. c’è chi entra timoroso e resta sulla soglia delle stanze chiedendo continuamente permesso. chi entra come se fosse in un pornoshop e si vergognasse di essere lì in quel momento. c’è chi entra e tocchigna cercando la magagna sul muro o saggiando la consistenza delle porte. c’è chi chiede sospettoso perché la vendiamo, chi si complimenta per l’arredamento e chi si concentra quasi esclusivamente sulla caterina invece di guardare la casa.
io spero solo che chi la comprerà possa amarla come l’ho amata io.
ma si sa che sono ilozoista e che non è semplice uguagliarmi…

3 Responses to “storie di immobiliarità”

  1. algaon 28 mar 2009 at 03:11

    io mi ricordo che quando sono andata via dalla mia prima casa da separata, la più bella, quella che ho amato di più, quella della rosa bianca, ho lasciato un bigliettino sulla moquette azzurra della camera da letto.

    dentro c’era scritto che ero stata molto felice, là dentro, e che speravo lo stesso per chi fosse arrivato dopo di me.

    chissà chi l’ha trovato.
    e se l’ha letto.

  2. Zawaon 28 mar 2009 at 11:22

    Io non riesco neanche ad immaginare cosa si possa provare a separarsi da una casa…

  3. Fedeon 30 mar 2009 at 09:21

    Come ti capisco….
    quando abbiamo venduta la nostra casetta (…perchè nonostante tutto è ancora la nostra casetta….), speravo solo di riuscire a lasciarla in buone mani….
    ricordo una coppia che girava con aria poco convinta, borbottando qualcosa…beh…mi sono quasi offesa ; – )
    Insomma, una casa pensata, amata, vissuta è parte di noi, soprattutto se è stata “partecipe” a momenti della nostra vita così importanti, come nel tuo e nel mio caso!
    Per fortuna poi, nel giro di 4 giorni l’ha acquistata una coppia giovanissima, che si è innamorata al primo colpo….e che sono sicura la “tratterà bene”!
    Non ti nascondo però che, nonostante sia contenta della nostra nuova casa, vedere le loro tende appese alle finestre…mi fa ancora un certo effetto!!!

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