cose buone della nonna
estrellita novembre 12th, 2008
parlando con la pucci ne sono saltate fuori un paio: il latte dolce e l’uovo sbattuto con il caffè, cose che buone come le facevano le nonne non le abbiamo mai più mangiate. sono cose dal sapore antico, i cui ingredienti arrivano dalle credenze, cose che una volta ti davano perché eri piccolo e dovevi crescere, oppure perché eri stato malato e dovevi tornare in forze. oggi insieme a queste ci metto anche il chai indiano che mi ha insegnato andrea e il latte e miele che si prende contro il mal di gola (ai miei tempi si usava aggiungere cognac, gli spezzini invece ci mettono la grappa).
chissà quante cose buone dell’infanzia ha ognuno di noi da condividere…
- gnam
- Comments(13)
il chai non vale, non viene da una nonna! :)
io per le mie ci metto: le polpette, che nonostante faccia lei l’impasto e ci presti pure la padella non vengono lo stesso uguali, e la famigerata pasta calabrese con agnello e fave :)
La mia nonna è la sola che cucinasse in casa ( tra tutti i parenti proprio) ho tantissimi bei ricordi di lei in cucina . Mentre ci cucinava ci raccontava le sue ”avventure” durante la guerra , ci affascinava. Su tutto ricordo il riso e latte (dolce), la frutta cotta come la faceva lei, la frittata alla menta nel panino …
la salsa rossa del bollito, il riso del poeta, i passatelli, la panada, la crostata di prugne aspre, la torta fritta, la minestra riso e porri, lo stracotto, l’uovo al padellino con l’aglio, le banane flambé, le pesche ripiene, il budino malgascio, gli anolini eccetera.
mi sa che, a questo punto, nel libro ce le devo mettere per forza (le ricette) ;-)))
La nonna Ulanowsky faceva l’antipasto di Natale (con le rape rosse e le patate) e la nonna Dele (Adele)come dolce alla fine del pasto ci faceva la ricotta zuccherata sul retro del piatto…. :)…era il dolce più buono!!
purtroppo non ho conosciuto la mia nonna materna, ma da quello che è riuscita a trasmettere a mia madre in cucina nei pochi anni che ha vissuto doveva essere davvero una grande cuoca.
la mia nonna paterna viveva in un’altra città e la vedevo poco. però ricordo i suoi cannoli… inarrivabili. un giusto tributo, visto che proprio in questi giorni fanno dieci anni dalla sua scomparsa.
Vero! E come non ricordare le cassate che ci faceva recapitare per Pasqua, con tanto di elaborate figurine umane disegnate sopra?
Quelle cassate resistevano all’impossibile: duravano per giorni nel frigo a causa dell’altissimo valore glicemico, esagerato persino per me che all’epoca mi svuotavo barattoli di nutella da sola!
E comunque per questa rubrica devo ricordare la pesca nel vino. E l’uovo sbattuto col caffe’, anche io. Se ci penso, non me lo farei mai per merenda adesso, ma era un “pru” assoluto una volta.
io l’uovo sbattuto con il caffè me lo farei anche ora :D
Le mele cotte con al posto del torsolo un tocchetto di burro e zucchero.
Ah, dimenticavo… il pane e pomodoro con olio, sale e origano. D’estate naturalmente, a colazione.
Le frittate verdi piene di erbette (ortica, menta, san pietro ecc ecc), con su una goccia di aceto. E le insalate con le primule. E il croccante di caramello, che versava bollente sul ripiano di marmo della cucina dopo averlo unto lievissimamente d’olio…(sospiro)
uh, anche mia nonna faceva il croccante! sul lavandino di marmo in campagna, però :-)
per me pane burro e zucchero, a cui da grande ho imparato ad aggiungere la cannella in polvere, la stracciatella col brodo di pollo vero, l’uovo sbattuto ma senza caffè, pane casereccio col pomodoro dell’orto spiaccicato sopra, solo per sporcarlo, e poi olio buono e poco sale, le pesche le more le albicocche appena colte col limone e lo zucchero e un goccio di vino bianco sopra, gli gnocchi e la polenta cotta nel paiolo sul caminetto…
tanti auguri per la meraviglia che ti aspetta tra pochi giorni.
e per tutto quello che seguirà.
uuuuhhhhhhh… la polenta nel paiolo! mia nonna la faceva sulla stufa e la girava per ore con un lungo bastone di legno, poi la scodellava sopra un grosso tagliere e faceva le fette con un filo da cucito :-)