la free press e la depressione del lettore
estrellita settembre 22nd, 2008
mi riprometto di avviare uno studio scientifico a supporto di quanto sto per dire, ma, così, a naso, direi che, per un motivo che non mi è per niente chiaro, buona parte della free press tende al pessimismo. quanto meno nei titoli e negli strilli.
faccio un esempio recente, tanto per non friggere troppo l’aria: metro del 17 settembre titola “con facebook rischi il posto”. la notizia è: una ricerca dimostra che i cacciatori di teste usano i social network per cercare i candidati ideali per nuovi posti di lavoro e quindi avverte di stare all’occhio su quel che si scrive riguardo a certe abitudini private, come sbevazzate e festini. vi sembra una cattiva notizia? per me il bicchiere è mezzo pieno, mi sembra un’opportunità straordinaria e peccato che in italia solo il 22% dei datori di lavoro usi questi strumenti per il recruitment [ma credevo peggio].
la prima pagina che milioni di persone leggono alla mattina non si fa mai mancare una notizia del tipo: in crescita l’analfabetismo, in italia maggiore percentuale di disoccupati under 40, 3 famiglie su 4 non ce la fanno, e via discorrendo.
vorrei capire: cosa c’è dietro la scelta editoriale di sbattere quasi ogni giorno in prima pagina una notizia di costume che dà una lettura negativa di quello che succede nella società, possibilmente con numeri a supporto? chi è il vero target della free press? sicuramente è un consumatore, visto che questo tipo di pubblicazione si regge interamente sulla pubblicità.
dicono che il lettore medio non legga nessun altro giornale. forse io sono un’eccezione, ma ne leggo parecchi altri e mi leggo pure la free press, possibilmente più d’una, perché voglio sapere cosa pensa la gente con cui divido l’autobus.
non so nulla di marketing, ma mi viene un banale sospetto: non sarà che deprimere il consumatore fa aumentare le vendite?
[...] mi riprometto di avviare uno studio scientifico a supporto di quanto sto per dire, ma, così, a naso, direi che, per un motivo che non mi è per niente chiaro, buona parte della free press tende al pessimismo. quanto meno nei titoli e negli strilli. faccio un esempio recente, tanto per non friggere troppo l’aria: metro [...]Continua [...]
freepress ovvero la dstribuzione al posto dell’informazione
Io ho smesso di sfogliare la free press anche x queste notizione sensazionalistiche.Faccio male?
Leggo altro, leggo su internet, leggo di tutto, leggo con calma, quado ho tempo. Leggo i blog per confrontarmi con altra gente. Spero basti…
ciao
in realtà la free press non è poi così diversa dal resto della stampa, tant’è vero che la pagina locale, per esempio, la fanno gli stessi giornalisti di un noto quotidiano cittadino.
è una forma ibrida tra il giornale e il web: articoli brevi, molte box, copia incolla da lanci di agenzia, tante foto, formato pratico, che lo puoi sfogliare anche sull’autobus affollato. ma secondo me ormai l’opinione pubblica si forma più su free press e tv che non su altri mezzi…