lipstick on a pig
estrellita settembre 11th, 2008
certo, i diritti fondamentali non si conquistano a colpi di balletti smutandati in mezzo alla schiuma ed è vero che il gay pride è una carnevalata. ma che male c’è a rendere genova un po’ più kitsch per un giorno? bella, sporca, bacchettona, scazzata, trash lo è già e certo un’iniezione di visibilità caciarona non le farebbe male.
così non ci ricorderanno solo come industrial city near portofino, come la macelleria messicana del g8, come città degli anni di piombo, come patria di cristoforo colombo del pesto e di beppe grillo.
regaliamo un evento spontaneo a queste povere orde di turisti che ogni mattina si riversano tra le vie patrimonio dell’umanità, smarriti, sperduti in mezzo a una bellezza che per vederla devi scostare la sporcizia, scavalcare cacca e siringhe, tagliare la macaia, superare l’omertosa ostilità degli abitanti di tutti i colori e le forme.
il gay pride, per me, è un’occasione per questa città, che purtroppo resterà sempre un maiale che grufola e mugugna per gli affari suoi. un po’ di rossetto non potrà che farle bene. perché per genova sarà come svegliarsi col cuscino chiazzato di bava: subito si prova un po’ di vergogna, poi però si scrollano le spalle perché vuol dire che per una volta hai lasciato andare la mascella serrata e hai dormito un vero sonno ristoratore. una botta di relax, insomma, mentre i nostri politici si scontrano sull’opportunità dell’evento ed evitano di affrontare le questioni veramente importanti.
- city , generale , riflessioni
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sai che da brava genovese mugugnona pensavo ecco ora ci manca anche il gay pride…però leggendo il tuo post e riflettendoci penso tu abbia proprio ragione!!! :-D
e comunque anch’io ho pensato subito che i nostri politici sono veramente allucinanti invece di scontrarsi sule cose fondamentali perdono tempo a discutere di questo!
si, subito anche io avevo mugugnato, poi però c’è stato il ripensamento. e se fosse un’occasione anche di rilancio turistico? e poi non credo che i veri cattolici si offendano per le manifestazioni gay. ai veri cattolici, probabilmente, non importa granché di questa manifestazione, che comunque non ha mai causato scontri a fuoco ;)
forse qualche incontro focoso, al massimo…
sottoscrivo. sarà allegro e divertente :)
fondamentalmente non mi importa molto del gay pride.
penso solo che non credo che parteciperei mai, fossi pure gay.
mi sembra un’operazione di autoghettizzazione, una carnevalata per farsi prendere in giro, una ostentazione degli eccessi che non porta a nulla… boh.
Sinceramente, non mi piace.
Queste considerazioni comunque esulano dal tuo post che parlava di Genova… tu hai ragione in linea di principio, ma sono le motivazioni di una manifestazione così che mi lasciano perplessa.
sull’utilità di una cosa come il gay pride ho cambiato parzialmente idea leggendo in questi giorni diverse interviste ai diretti interessati, cioè uomini e donne omosessuali. per alcuni di loro affermare la propria differenza è un’esigenza di riconoscimento e accettazione sociale, è un venire allo scoperto necessario in un cammino di identità che facile non dev’essere.
in modo forse semplicistico ho sempre pensato che la sessualità è un fatto privato e che quel che uno fa in camera da letto è affar suo e al massimo del suo compagno. e proprio da genovese pensavo “che gusto c’è a ostentare in piazza queste cose intime?”. forse noi crediamo che ci sia un “gusto” perché l’esibizionismo lo lascia pensare, invece è solo un modo per affrontare un tema profondo. un’arma, come l’ironia.
e ci sono situazioni dove solo una risata, una musica, un vestito colorato ti possono salvare la vita. come princesa, che è tratta da una storia vera (e mannaggia, c’avevo pure il libro ma poi l’ho regalato, accidenti a me, che è introvabile)
[...] Technorati Search for: "gay pride"] posted under Gay [...]
Sinceramente non ci arrivo. Non arrivo a vedere l’ostentazione, l’esibizionismo come il mezzo per affrontare un argomento difficile. E non vedo come questa ironia possa diventare un’arma.. Quello che leggo in questa manifestazione è la voglia di eccedere in una sfilata di carnevale che ripeto, mi sembra ghettizzi ancora di più, invece di stimolare una riflessione. sinceramente non capisco. E non credo c’entri il fatto di essere o meno gay..
Non capisco questa manifestazione.
Penso che la vita sessuale di un individio sia privata.
Che sia etero, trans, bisex, gay o quel che volete.
Non c’è bisogno di sbraitare, di urlare, di voler imporre agli altri quello che fai o dici…
Ognuno deve vivere e avere garantiti i diritti per farlo nella legalità e tutelati dallo stato.
credo che si tratti di un passaggio per arrivare proprio a quello che dice clio.
uno degli enne passaggi necessari, insomma.
Cara estrellita,
sono un giovane FAN del tuo blog, che seguo con regolarità e trovo sempre molto carino. Generalmente sono d’accordo con te, partendo dai Punkabbestia fino ad arrivare alle cronache sul gatto :), che da animalista convinto mi lasciano sempre incantato.
Non ho mai commentato, appunto perchè generalmente quello che scrivi è giusto e completo.
Ma oggi non sono d’accordo: pur non avendo mai partecipato ad un Gay Pride, conosco qualcuno che invece ha partecipato: mi hanno riferito di migliaia di persone vestite normalmente con slogan e bandiere, e di pochi carri con gente travestita nello stesso modo in cui, qualche anno fà, si vestiva il ministro per le Pari Opportunità: stranamente, nessuno parla mai delle migliaia di persone e tutti dei carri. Leggo commenti precedenti, che mi lasciano di stucco: alcuni utenti pensano che il Gay Pride non sia il modo di difendere i propri diritti. Posso ricordare a questi utenti che nessuna trasmissione affronta mai i diritti degli omosessuali? Che la tv non vuole parlarne? Che il governo in carica non ha intenzione di tutelarli in alcun modo? Che a Porta a Porta qualcuno ha insultato l’onorevole Luxuria – che moralmente è in tutto e per tutto una signora – senza che il conduttore intervenisse? Che la Cassazione ha più volte dichiarato l’omosessualità “degna di tutela giuridica” ma che tutti vedono e nessuno provvede? Volenti o nolenti, il giorno del gay-pride tutti gli etero si rendono conto che gli omosessuali esistono e aspettano diritti. Al gay-pride nessuno insulta,offende,delinque e raggira: è una manifestazione del tutto pacifica. Come hai scritto giustamente, Estrellita, nessuno dovrebbe guardare nel letto delle altre persone: ma certa gente lo fà con gusto, e li giudica poi contronatura. E qui posso concludere, non volendo polemizzare con nessuno ma neanche accettare cose che,a mio parere, sono ingiuste.
Di nuovo, complimenti per il tuo blog, semplicemente squisito. Buona giornata :)
caro overseals,
credo che tu abbia messo in evidenza un aspetto molto importante e sai cosa ti dico? il 13 giugno sarò lì, con gli occhi spalancati a verificare di persona come stanno esattamente le cose. così potrò verificare la fonte e parlare, almeno della cronaca, con cognizione di causa.
io non posso parlare a nome dei cattolici, ma posso parlare come qualcuno che è affezionato alla chiesa e al suo segno nel mondo, e vorrebbe difenderla più di quanto fa dall’ignoranza e dal moralismo imperanti. a me del gay pride non importa niente. che lo facciano o no, che vengano a genova o no, che lo facciano il giorno del corpus domini o anche a natale e a pasqua, non me ne po’ fregà dde meno :-)
ha fatto bene bagnasco a rispondere come ha risposto finora. non se ne può più di questa identificazione tra perbenisti e cattolici. plinio e gli altri rincoglioniti come lui possono dire quello che vogliono sul gay pride, ma non lo mettano in relazione con il sentimento dei cattolici e con il corpus domini. anzi, quasi quasi sarei contento che il gay pride si facesse lo stesso giorno della processione del corpus domini, e magari accanto. così si vedrebbe chi ha capito davvero cosa vuol dire Corpus Domini. vuol dire qualcosa che il gay pride neanche lo vede. chi si scandalizza cambi chiesa, è meglio.
non tutti i cattolici sono perbenisti, ma molti sedicenti cattolici lo sono eccome. poi ci sono i perbenisti di sinistra e quelli sono pure peggio :)
lo so bene, il problema è che in un immaginario oggi molto diffuso perbenista e cattolico sono praticamente sinonimi. invece il perbenista è uno dei peggiori nemici della chiesa. un nemico non solo esterno, ovvio. sedicenti, hai detto bene.
ciò che vorrei che capissero quelli del gay pride (e magari andrò a vederlo anch’io, con spirito da cronista) è che attaccando i simboli della chiesa i loro veri nemici se la ridono.
probabilmente è su questo punto che ha ragione overseasl: chi sgonnella sui carri, così come chi attacca i simboli della chiesa, non rappresenta il pensiero gay tout court. a questo proposito ho apprezzato l’intervista ad un politico locale dell’udc, che ha dichiarato di essere gay e cattolico e ha provato a spiegare il suo punto di vista fuori dai soliti schemi. mi è piaciuto il modo, anche se mi pare che le due cose per la chiesa non possano proprio marciare insieme, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di alcuni diritti civili. la chiesa non ti radia se sei gay, a patto che tu non esprima la tua natura. a me non mi piace per niente, ma io non sono cattolica. e neanche gay.
Estrellita, grazie!! così – se scriverai un commento – sarò pronto a leggere e ne capirò un pò di più di questo pride .. :) e sebbeni io non trovi molto corretto il comportamento delle gerarchie cattoliche – esempi conclamati di perbenisti – apprezzo molto che qualcuno la pensi come Alessandro!
alessandro pensa che esempi conclamati di perbenismo possano essere trovati più facilmente altrove. bagnasco non è un perbenista. ratzinger non è un perbenista. per dirne due. loro di sicuro non sono tra i “sedicenti”, tanto per sgombrare il campo da equivoci. quelli che hanno strillato in questi giorni contro il gay pride sono perbenisti, ma sono politici (di opposti schieramenti, oltretutto) e non membri della gerarchia. non escludo che si possano trovare vescovi perbenisti, ma dire che la gerarchia cattolica è perbenista è falso.
la chiesa non “radia” nessuno. il politico dell’udc ha dato una prova della libertà che, se si dichiara cattolico, deve aver imparato nell’appartenenza alla chiesa e non in opposizione ad essa. per la mia esperienza la chiesa educa alla libertà come nessun altro. quanto ai diritti civili non è la chiesa a darli o a toglierli, per quanto naturalmente i cattolici partecipino al dibattito in merito come chiunque altro secondo le proprie convinzioni. mediando tra le proprie convinzioni, il proprio vissuto e le indicazioni della chiesa. non esiste nessuna cinghia di trasmissione diretta tra il vaticano e la rappresentanza cattolica in politica.
non sono d’accordo sull’ultima frase
è andata abbastanza bene, allora ;-)
Io non sono d’accordo su ben più che una frase. Penso, da cattolico praticante, che dire che la Chiesa non radia nessuno sia una grande falsità. Tutti gli omosessuali, per esempio, visto che gli è stato interdetto il seminario. Per quanto riguarda Bagnasco, troco che che qualcuno che esprime pensieri come”no ai Dico come alla pedofilia” sia ben peggio che perbenista, ma questa è una mia opinione personale che non pretendo di imporre a nessuno. Tuttavia, dire che il Vaticano non si intromette nella politica italiana è semplicemente negare una verità del tutto palese: vedi in proposito il documento” Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali”, emanato appunto per contrastare un progetto di legge italiano peraltro richisto dalla Corte Suprema.
non ho mai visto un gaypride dal vivo, sono molto curiosa.
mi piacerebbe venire a vederlo lì da te, con te.
sì. :-)
andremo al gaypride con la nostra bambina, per insegnarle che il mondo è bello perché è vario o meglio perché la bellezza sta nella varietà e la bellezza va sempre difesa
ripeto, la chiesa non radia nessuno. sarai anche cattolico praticante ma sei poco informato. i documenti vaticani non sono intromissioni. sono documenti che esprimono una posizione. il mondo è bello perché e vario, no? :-)
Alessandro, no mi spiace, non sono poco informato. Forse sei tu che non conosci le regole della Chiesa? Sai per esempio che chi ha tenenze omosessuali non può entrare in seminario? Che chi commette aborto riceve immediatamente la scomunica, che coinvolge madre, “mandante”, dottore e infermiere? Che per provvedimento papale del 1949 ad oggi sono scomunicati tutti gli iscritti del partito comunista? Magari non vengono applicare in modo ferreo,questo si, ma la Chiesa prevede queste norme – le puoi leggere anche tu nel codice di Diritto Canonico – quindi dire che non radia nessuno a mio parere è errato. Penso però che queste siano polemiche inutili e anche sterili, che peraltro “rubano” spazio a commenti più appropriati. Ne approfitto anzi per scusarmi con Estrellita e ringraziarla per aver preso in considerazione la mia opinione riguardo al problema iniziale: poi ognuno può pensarla come vuole :) Buona sera a tutti.
vedi, ti sei risposto da solo. nessuno degli esempi che hai fatto (ci avrei giurato che li avresti fatti) può essere assimilato al concetto di “radiazione” che è semplicemente inapplicabile alla realtà della chiesa, basta conoscerla. hai ragione, sono polemiche inutili e sterili. come è inutile e sterile continuare a mettere in bocca a bagnasco qualcosa che non ha mai detto. quand’è che la piantate, voi “cattolici praticanti”?
mi scuso anch’io con estrellita, ho finito di replicare su questo argomento, tanto il concetto è chiaro a tutti.
Comincio a stancarmi di perdere tempo a spiegarti le cose, però non vorrei che qualcuno leggesse i tuoi commenti e cadesse in errore. Dal dizionario
radiare
[ra-dià-re] v.tr. (ràdio ecc.) [sogg-v-arg-prep.arg]
1 Cancellare, espellere una persona da una lista, da un ruolo: r. un professionista dall’albo … mentre la
SCOMUNICA è l’espulsione dalla comunità dei fedeli.
Ergo chi viene scomunicato, in quanto espulso dalla comunità, viene radiato. Lo dice l’italiano, non il sottoscritto.
Per quanto riguarda Bagnasco, ecco il link. Invenzioni dei giornalisti di Repubblica? http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/politica/coppie-di-fatto-7/parla-bagnasco/parla-bagnasco.html
Puoi concludere come vuoi perchè io non replicherò più: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Sei liberissimo di credere alle bugie che più ti aggradano, buona giornata.
la scomunica non cancella l’appartenenza alla chiesa, intesa come comunità dei battezzati. è un provvedimento disciplinare, che ha effetto pratico ovviamente solo se lo scomunicato è in una posizione tale da subirne gli effetti pratici. ma dalla “lista” dei battezzati non vieni espulso, perché è impossibile. e il fatto che vengano interdetti uffici, ruoli e quant’altro non cambia nulla nei rapporti spirituali che si hanno con gli altri appartenenti alla comunità cristiana, se si hanno.
quanto a bagnasco, leggi il titolo e poi le prime righe, anche senza andare alle ultime. ti sembra la stessa cosa? non è un’”invenzione” dei giornalisti di repubblica, è un esempio di rozza semplificazione giornalistica. e quelli come te ci sono cascati come dei luassi.
basta, chiuso davvero anche per me. che noia dover ripetere sempre le stesse cose.
questo spazio è a disposizione anche per gli incontri di catch ;p
allora ci vediamo, perché andiamo anche noi tre :)
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