kitchen confidential
estrellita aprile 6th, 2008
quello che sto per svelare è molto più di una ricetta. è il segreto della mia famiglia, e nello stesso tempo un elisir di lunga vita. è tradizione, miseria e nobiltà insieme, perché un tempo era un cibo dei poveri, mentre oggi è un vero lusso.
non fa ingrassare, fa benissimo, è buonissimo, è veg.
dico che è un lusso perché ci vuole tempo per scegliere gli ingredienti, che devono essere tanti, rigorosamente freschi, di stagione e di prima qualità, e poi ci vuole tempo per pulirli bene, tagliarli a pezzettini e poi almeno un’ora e mezza di cottura furiosa. però c’è un vantaggio: di solito il risultato è talmente abbondante, che si può stivare per i tempi frenetici.
sto parlando del minestrone – menestrun – genovese. non quello che trovate sui libri di cucina regionale che danno la domenica con il quotidiano, naaaaaaaaaaa, niente di tutto questo. questa qui è la ricetta delle mie gloriose antenate dell’oltregiogo e del lagaccio, una specie di pozione magica.
gli ingredienti fondamentali della ministra di base, che proprio non possono mancare, sono: patate, fagioli borlotti, lattuga, sedano, zucchine, carote, cipolla, porro, aglio, basilico. poi si devono aggiungere altre verdure di stagione. il principio è che + verdure ci sono dentro, + il minestrone è buono. e quantità devono essere uniformi, a parte patate e fagioli che vanno dosati con una certa generosità. tra gli ortaggi e i legumi ammessi al ballo: fagiolini, melanzane, bietole, cavolo verza, piselli, fave, zucca, scarola, lenticchie, carciofo. assoluto divieto di metterci dentro: peperoni, pomodori o altre diavolerie esotiche che non c’azzeccano proprio niente: il minestrone è una questione di orto nazionale, non ci si possono mettere gli okra. è proibito. non metteteci roba vecchia, che poi fa schifo. e non sbilanciate gli ingredienti: si deve formare un’armonia contadina di sapori.
poi va messo in un pentolone con acqua fredda e fatto bollire a fuoco alto per un’ora e mezza almeno. a fine cottura si sala. in questa famiglia si usa passare tutto, dragando però i fagioli sul fondo della pentola e tenendone da parte un po’ interi. ma va detto molti lo preferiscono a pezzetti.
poi si aggiunge la pasta e poi, solo alla fine, un vero pesto fatto come dio comanda, con un buon basilico fresco. niente pesto in barattolo, piuttosto meglio mettere a bollire le foglie di basilico e l’aglio con gli altri ingredienti e rinunciare alla mantecatura finale :(
il buon minestrone è molto denso. nelle sere d’estyate si mangia freddo nella scodella e il cucchiaio ci può perfino stare piantato dentro! la pasta giusta: i brichetti, lo scuccussùn, al massimo il riso o i ditalini rigati. concessi i grattini.
niente spaghetti spezzati o, peggio, pasta corta: gli avi si rivolterebbero nella tomba.
piuttosto pane a pezzi.
giro d’olio di oliva extravergine.
e buon appetito, gente, alla facciazza della ribollita ;)
- glam , segreti di bellezza
- Comments(17)
uau mi hai fatto venire una voglia… bbbuonooo!!!
lo farò, magari con le verdure dell’orto che sto curando.
ché c’ho bisogno di un po’ di coccola, ossì.
intanto stasera ho fatto la minestrina con lo scuccussùn della valle scrivia.
credo di essere l’unica (oppure una delle poche) piemontesi che lo usa.
:-)
il carciofo… curioso :-) proverò.
Bon, mi hai dato un’idea, tolgo il pomodoro.
Che bontà! mamma mia! vien volgia di mangiare minestrone anche a chi ama particolarmente il genere. complimenti
a chi non ama…
caro imbarco, se vuoi qui il piatto di minestra per te c’è sempre :-)
arf arf ARF!
Firmo qui??? :-)
L’ho fatto proprio ieri, il ‘nostro’ minestrone genovese. E l’ho fatto – il che mi e’ parso un po’ strano, quasi ‘furi luogo’ – facendo i dovuti acquisti in un mercatino rionale di Torino!:-)
Al banco mi hanno suggerito di aggiungere anche i pomodori e mi e’ venuto un brivido di freddo nella schiena!:-D
Posso aggiungere un suggerimento? (ricetta della matrigna di mio padre, che non era una cuoca qualsiasi, bensi’ la titolare del ristorante ‘La vedetta’ di camogli, mica cicci’ecocco’): nel minestrone SEMPRE un soffrittino. Messo quasi a fine cottura. Una cipolla messa a dorare in poco olio, con una briciola, un’idea di funghi secchi ammollati. Ecco.
Se invece si vuol ripercorrere un’antica ricetta ‘marinaresca’, dove al minestrone si aggiungevano i pesci, e li’ si lasciavano insaporire e cuocere al posto della pasta/riso di turno, nel soffrittino allora si aggiungera’ un’acciuga a sciogliere, a ‘deslenguare’;-)
E poi, ciufff! totanini, moscardini, cozze e vongole pulite, polpa di bonitto, sgombro.
Insomma, la terra che si sposa con il mare! piu’ genovese di cosi’….
:-)
Lo so mia cara :)
grazieeeeeeee
morgana, quella dei funghi secchi l’avevo già sentita ed è riportata anche dal codice della cucina ligure, ma le mie nonne non ce li mettevano e quindi noi eredi ci siamo piegati ciecamente alla tradizione :-)
magari una volta ci provo. ma è che poi, quando sono lì, non riesco a cambiare la ricetta.
sarà l’influsso della foto di mia nonna che mi osserva dall’angolo dei lari che c’è in cucina…
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Oh, sì, ripercorrere gesti famigliari, sentire ancora quei profumi. E le voci, e gli sguardi. Poi le chiamano semplicemente ‘ricette’. No no, sono il nutrimento della vita. Altroche’.
guarda, la metto tra le ricette antidepressive.
:-)
ottimo!! non so cucinare bene, ma i minestroni sono la mia specialità, soprattutto i passati!!! ciauuuuuu
grazie a Alga passo e trovo sta robina qui, meraviglia!
non la conoscevo
gli scuccunsun cosa sono/dove li trovo?
Ciao e grazie
missT
è una pasta tipica genovese: sembra couscous ma gigante :-)
guardala qui