sul comodino delle medie

estrellita novembre 4th, 2007

con le poche forze che mi sono rimaste dopo un pranzo luculliano nell’entroterra [gentilmente offerto dai signori n.] mi avvio verso il piumone, impaziente di prendere in mano l’ultima fatica dell’inarrestabile fabrizio gatti. questo qui ha finto di essere un immigrato clandestino, si è fatto il viaggio della speranza, è stato in tre ctp e tutto il resto. e lo racconta bello diretto, come lui sa.
non è una storia allegra, ma è una di quelle da sapere. si dovrebbe leggere alle medie.
è alle medie, secondo me, che un libro può cambiare davvero la tua esistenza. invece di sciropparsi quelle perversioni tipiche di certe insegnanti di lettere, tipo l’analisi logica su calvino fino a fartelo uscire dalle orecchie, ci vorrebbero letture d’urto, perché a dodici anni sei di creta e non hai paura di cambiare il mondo.

3 Responses to “sul comodino delle medie”

  1. algaon 05 nov 2007 at 00:02

    molto d’accordo.

  2. alessandroon 05 nov 2007 at 08:50

    io credo di essere stato fortunato: alle medie ho fatto vagoni di analisi logica, ma mi hanno fatto leggere anche “gente d’irlanda”, una specie di reportage semplice e diretto sulla vita quotidiana della gente nell’ulster ai tempi degli scontri tra unionisti e nazionalisti, che è stato un bel pugno nello stomaco.
    gatti è davvero bravo, peccato che gli editori non incoraggino molto le inchieste. e non solo le inside story così, per cui ci vuole fegato oltre che bravura, ma anche le inchieste meno rischiose ma ugualmente impegnative che richiedono tempo, dedizione e un appoggio incondizionato da parte dell’editore.

  3. zawaon 05 nov 2007 at 17:47

    Alle medie magari no, ma in primo superiore sì.
    Alle medie forse si è ancora troppo piccoli per capire che esiste un mondo da cambiare.
    A noi facevano leggere siddharta e la gente diventava buddhista.
    Però son d’accordo con te.

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