alla fermata

luglio 19th, 2007

ore 22. fermata sotto all’albero, nel silenzio di un bel quartiere residenziale poco animato. io e un uomo sulla trentina, marocchino, gli unici due clienti dell’azienda di trasporto. dopo qualche minuto di silenzio imbarazzato, in cui ho perso due diottrie cercando di individuare la sagoma del 606 dall’altra parte della città e due etti di liquidi sudando mentre mi squadrava, mi ha chiesto dove te ne vai. 
interruttore femminile dell’ansia.
rispondo, pensa che ci sto, mi stupra/non rispondo pensa che sono antipatica, mi stupra e mi picchia. 
io - tu?
lui – vado a casa. ma abiti vicino?
io – si
lui – dove?
io – vicino
lui – l’autobus non passa
io – ora arriva
lui – sono stanco
io – hai lavorato?
lui – si, pitturo i muri, ma nel mio paese giocavo a calcio e sono quasi arrivato in serie a, poi mi sono fatto male al ginocchio, allora je suis venu en italie per curarmi, ma non posso più giocare… j’ai plus de 30 ans, c’est trop tard. est ce que tu comprend le francais?
io – va be, però lavori. oui, un petit peu.
poi la conversazione è continuata in francese sull’autobus e mi ha raccontato che vive con una famiglia che gli ha affittato una stanza, che manda i soldi ai suoi, a casablanca, che non ha la fidanzata e che non ha il permesso di soggiorno e mi ha chiesto se sapevo come poteva fare per averlo. poi è sceso e mi ha salutato, mi ha detto che avrebbe voluto chiedermi il numero di telefono, ma si rendeva conto che non era opportuno. mi ha detto che lo posso trovare tutte le domeniche vicino alla metro san giorgio, perché vende cose usate. gli ho detto che se passo di lì gli porto la nuova legge regionale sull’immigrazione (che naturalmente non è tradotta).
mi è venuta tristezza. per lui, un povero cristo, ma anche per me, per la mia paura di prendere un autobus da sola alle dieci di sera. 
perché non ho amici immigrati e di loro so solo le cose che leggo sui giornali. perché comunque non mi piace come questo paese non gestisce il problema dell’immigrazione e quando lo dico il 90% delle volte mi sento rispondere che sono fascista e quando poi mi dicono che non è un problema, ma un arricchimento culturale divento una bestia
 

8 Responses to “alla fermata”

  1. cainoon 19 lug 2007 at 14:32

    ho avuto una discussione proprio su questo, ieri sera.
    per la prima volta mi sono sentito un po’ fascista, la prima volta in vita mia. ma non penso sia fascismo, ma sia voler aiutare le persone nella correttezza delle cose, in un mondo che di corretto, in verità, ha ben poco.
    sono convinto che sta aspettando quel foglio con la legge regionale.
    se glielo porti, ti dico grazie anche io.

  2. ZawaNeraon 19 lug 2007 at 14:37

    Arricchimento culturale un par di ciufoli.
    Oddio, in qualche RARO caso può anche essere, ma nel 98% dei casi l’immigrazione (e ancor di più quella clandestina) è un problema.
    Enorme.
    Parlo da “cugina-di-una-che-ha-sposato-un-rumeno-disertore-immigrato-clandestino-e-che -adesso-se-n’è-tornato-bello-bello-in-romania”, quindi decisamente infervorata. sorry.
    però ammetto che quando trovi “quello buono”, l’arricchimento culturale ci può anche stare.
    Ma non riesco a fare a meno di pensare…”t’è andata veramente bene”

  3. Clioon 19 lug 2007 at 15:10

    Purtroppo sentendo i tg, leggendo la cronaca purtroppo è una sensazione di paura generale soprattutto per noi donne, soprattutto se in balia dei mezzi pubblici, soprattutto se siamo da sole.
    E’ così non è questione di destra o sinistra.

  4. algaon 19 lug 2007 at 15:37

    sì, se passi portaglielo.
    se non è un testo troppo lungo, magari col tuo francese gli puoi dare una mano nei passaggi che non capisce.
    è una cosa concreta.
    è una cosa carina.
    :-)

  5. lullabyon 20 lug 2007 at 07:21

    sinceramente non ci vedo niente di “fascista” in tutto questo (e io un po’… lo sono :-D)
    ma se vuoi una mano, qualche spolverata di francese ancora la ho, magari riusciamo a metter giù qualche passaggio importante.

  6. estrellitaon 20 lug 2007 at 09:37

    si, è vero, non è questione di destra o di sinistra e neanche di tolleranza. è questione di possibilità. io quella legge non gliela avrei portata, ma ora credo che lo farò, magari con due rifghe in francese rispolverato :)

  7. Clioon 20 lug 2007 at 09:58

    Brava :)

  8. cuocaon 25 lug 2007 at 18:15

    davvero non hai amici immigrati? sì, questo è un peccato! :)
    se vuoi passarmi il testo, col francese me la cavo almeno quanto una creatura mitica che forse avresti potuto citare nel post precedente… ;D

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